Ipnosi: tecnica magica o terapeutica?

ipnosi tecnica

Post Venticinque

17 Apr 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Si sente parlare negli ultimi anni di persone, spesso anziani o soggetti fragili, ma può accadere a chiunque, raggirate e derubate da loschi personaggi che utilizzano l’ipnosi e confondono le vittime per ottenere i loro scopi. Li fermano per strada o si fanno aprire la porta di casa. Queste persone raccontano di aver ubbidito a delle richieste eccessive e, pur sapendo di fare qualcosa di strano, hanno acconsentito con la massima naturalezza per poi vivere un grandissimo senso di svalutazione di sé e di incapacità fino ad ammalarsi di depressione. Come può accadere che ci si lascia “imbambolare” da qualche sconosciuto? Ciò è veramente possibile? come ci si può difendere in questi casi.

La magia dell’ipnosi

Nell’immaginario collettivo l’ipnosi è vista come una pratica magica di manipolazione psichica in grado di far perdere completamente la proprie facoltà di intendere e di volere. La prova di ciò è spesso trovata nella moltitudine degli esperimenti fatti da professionisti dello spettacolo, con la complicità dei mezzi di diffusione delle comunicazioni attuali ( tv, radio, stampa, internet, social ) che sulla tecnica ipnotica hanno fatto la propria fortuna economica. L’ipnosi, in realtà, già dal suo nascere nel diciannovesimo secolo, è stata un fenomeno da baraccone portata, cioè, sulle scene dei circhi e delle fiere dove riusciva ad attrarre un gran numero di persone per il suo effetto spettacolare. Osservare una persona che sperimenta la perdita dello stato di coscienza, definito tecnicamente “trance”, in cui manifesta delle reazioni a dei comandi e alle istruzioni che qualcuno impone e agire senza il proprio controllo su tali reazioni senza poi ricordare nulla, fa certamente una certa impressione. Fa paura, in generale, pensare che qualcuno possa gestire il proprio comportamento senza poter opporre la propria volontà, significherebbe diventare burattini nelle mani del cattivo “Mangiafuoco” descritto nella fiaba di Pinocchio. Nello stesso tempo, però, lo stato di “trance” affascina, incuriosisce, si vuol comprendere come possa accadere e soprattutto se possa accadere a me stesso. Nell’immaginario ognuno pensa di poter mantenere il controllo di sé in ogni occasione della propria vita, di essere indipendente da qualsiasi realtà che possa subdolamente o inconsciamente dirigere il proprio pensiero. Non è così, purtroppo! Questo è anche il motivo per cui dopo essere stati raggirati inconsapevolmente, nel momento in cui si riprende il contatto con la realtà dovendosi arrendere all’evidenza, senza poter far nulla per recuperare la coscienza persa, la reazione psicologica può essere fortemente patologica e la depressione può essere solo una delle reazioni possibili, come ho potuto osservare in alcuni casi di psicoterapia psicoanalitica richiesta a seguito di tale evento

Storia dell’ipnosi

L’ipnosi è fondamentalmente una tecnica attraverso la quale si può indurre un soggetto ipnotizzato in uno stato fisiologico profondo e di alterazione della coscienza. L’ipnosi come terapia deve la sua notorietà a Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. In “La psicoanalisi in cinque conferenze” (Opere, Edizioni Bollati Boringhieri) Freud descrive il caso clinico di Anna O. e della necessità di superare determinate sue paure che derivavano dall’esperienza di figlia unica costretta a stare al capezzale del padre. Freud, parla di come curare la paziente, dell'ipnosi e della "talking cure", il processo di ripulitura della psiche, per poi liberare Anna dalle sue paure consce ed inconsce. Anna O. era una paziente di Breuer curata tramite il metodo catartico: lo scopo era quello di far rivivere durante la trance indotta con l’ipnosi profonda i ricordi dei fatti traumatici di cui la paziente era stata vittima. Il ricordare consentiva di rivivere l'evento con tutte le emozioni ad esso connesse e di scaricarle, attraverso una abreazione o scarica emozionale. Freud ben presto abbandonò l’ipnosi in quanto aveva un utilizzo limitato: non riuscendo ad ipnotizzare tutti i suoi pazienti non poteva trattarli tutti con questo metodo. Iniziò, quindi, a sperimentare una propria tecnica ipnotica: ponendo la mano sulla fronte dei suoi pazienti chiedeva loro di rilassarsi e ricordare l'evento traumatico. Ben presto si rese conto che bastava chiedere ai suoi pazienti di ricordare senza imposizione delle mani. I ricordi, infatti, non vanno perduti, sono solamente soffocati e pronti a riemergere e a combattere contro le forze che impediscono il ricordo. Il meccanismo che permette tutto questo è stata chiamato da Freud "rimozione" e si appoggia ai contenuti morali o etici della personalità del paziente. L'ipnosi aggira e nasconde le resistenze non consentendo di portarle alla coscienza, permette di esplorare solo una piccola parte del territorio inconscio del paziente e per questo i sintomi non potendo essere analizzati, compresi e risolti a livello di coscienza si ripresentano. Freud decreta così la fine dell’ipnosi sostituendola con la tecnica delle libere associazioni. Amedeo Caruso in “Jung e l’ipnosi“ (Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, 12, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2011) descrive come conoscere e lavorare con Ernest Rossi, il più famoso allievo di Erickson, lo abbia convinto a riflettere su come Jung abbia soltanto trasformato l’ipnosi appresa da Janet a Parigi nel cosiddetto metodo dell’immaginazione attiva. Si deve, tuttavia, a Milton Hyland Erickson l’impulso nuovo dato all’ipnosi come terapia. Lo psichiatra è il fondatore dell’ ipnosi moderna, chiamata ipnosi non direttiva o Ericksoniana, secondo il quale l’ipnosi è una condizione naturale della coscienza, che si verifica spontaneamente in diversi momenti della vita quotidiana e che può essere indotta rispettando le capacità della persona e le sue necessità (Milton H. Erickson, La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio, Roma 1983, p. 170.) Il metodo ipnotico consiste in un insieme di procedimenti simili a quelli utilizzati nel rilassamento, quindi non solo nel fare domande. Si parla di ipnosi nascosta quando pur non insistendo nell’induzione dello stato di calma e di rilassamento, dicendo “dormi “, “rilassati” o “chiudi gli occhi” si produce un’attività di espansione mentale tramite una comunicazione verbale, ipnotica che evoca un processo di rappresentazione interna e un’emozione ad essa collegata. Alla base del processo c’è la valutazione delle credenze della persona in trattamento per cui può accadere durante un normale colloquio.

Come funziona l’ipnosi?

L’ipnosi provoca il vissuto di trance. Erikson afferma:” la perdita dell’orientamento nei confronti della realtà esterna e lo stabilirsi di un nuovo orientamento nei confronti di una realtà concettuale astratta”. E’ un’esperienza comune come accade di vivere, ad esempio, quando si è assorti in un’attività ricreativa: leggere un libro, guardare un film, conversare con qualcuno e, comunque, distaccarsi dalla realtà esterna, concreta, anche solo per pochi minuti e concedersi di vivere una realtà interiore e soggettiva. L’ipnosi è, dunque, un’esperienza abbastanza normale con la quale, senza saperlo, ci confrontiamo tutti i giorni. Ogni volta che siamo concentrati, dediti ad attività che catturano completamente la nostra attenzione, a tale punto da perdere concezione del tempo, siamo, di fatto, ipnotizzati: cioè in uno stato di alterazione della percezione e della coscienza. Latecnica dell’ipnosi, pertanto, è utilizzata prima di tutto per finalità positive aiutando, per esempio, a superare una realtà dolorosa. Nel mondo anglosassone, questa attività si applica nel campo clinico per il trattamento del dolore da più di un secolo, ma anche in Italia sta trovando questa utile applicazione. Una persona per poter cominciare un trattamento è necessario farle comprendere che manterrà il controllo di quello che succede senza perdere conoscenza a meno che non si addormenti, ad alcuni accade. L’obiettivo è quello di conoscersi meglio, motivarsi e avere più energia nel coinvolgersi nelle cose in cui si è immersi.

Autoipnosi

L’autoipnosi si può descrivere come uno stato di elevata concentrazione e suggestionabilità per raggiungere il quale non c’è bisogno di un operatore esterno che induca la trance. Non necessariamente questo stato è accompagnato dal rilassamento anche se il rilassamento sicuramente facilita il processo descritto. E’ uno stato che va appreso possibilmente tramite l’insegnamento di una serie di esercizi che gli permetteranno di utilizzare il metodo quando gli serva.

Benefici dell’ipnosi

L’ ipnosi è una tecnica utile in affiancamento a psicoterapie di tipo psicodinamico. L’efficacia nell'ambito clinico risiede nel funzionare come coadiuvante nel campo di tutta la serie di problemi che creano lo stress della vita quotidiana, l’ ansia, la depressione, le fobie, i traumi, i disturbi psicosomatici, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, le dipendenze. E’ senz’altro utile nel trattamento delle emozioni che accompagnano diverse infermità, ad esempio nell’oncologia; la possibilità di ridurre il dolore quando è cronico oppure quando le cause sono comunque conosciute potrebbe risultare molto importante. Agire sul dolore con l’ipnosi e anche l’autoipnosi, tuttavia, senza una competenza professionale riconosciuta potrebbe essere pericoloso in quanto significherebbe bloccare il campanello d’allarme di qualcosa che non funziona nell’organismo (malattia) e che si percepisce attraverso il dolore.

Furto con ipnosi : difendersi si può

Riconoscere i ladri che realizzano furti con ipnosi a prima vista non è possibile, ma comprendere meglio di cosa si tratta può aiutare. Bisogna prestare maggiore attenzione alle situazioni che si vivono giornalmente, soprattutto alle situazioni che sembrano insolite e strane. Il furto con ipnosi si realizza con modalità diverse da un furto normale. Di solito sono persone estranee che entrano in contatto con la storia personale della vittima designata di cui dimostrano di conoscere molti particolari. Ciò a primo impatto desta una sensazione di meraviglia nella vittima che si lascia anche toccare e condurre fisicamente dall’aggressore dall’aspetto gentile e di bella persona. Di fronte a situazioni come questa il segreto, dunque, è rimanere in sé interrompendo qualsiasi confidenza e familiarità con gli estranei; evitare di parlare con loro e soprattutto farsi toccare. Restare sempre vigili e ricordarsi sempre di diffidare delle situazioni strane, che ci stanno provocando un senso di disagio. Nel caso non ci si riuscisse, non bisogna vergognarsi di essere state vittime di un raggiro e bisogna denunciare subito. I ladri sono esperti nel furto e colgono di sorpresa per cui non è molto semplice reagire per tempo, mentre se non si denuncia il fatto si può rimanere vittima oltre che del raggiro anche della depressione che può cogliere per non essere stati capaci di reagire adeguatamente.



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