Stalker - Identikit: I cinque tipi di Stalker

Stalker ... chi sono?

Il concetto di stalking (qui puoi leggere dei riferimenti) deriva dal linguaggio venatorio inglese, la traduzione letterale del termine “stalker” è “colui che segue furtivamente la preda”. Anche lo stalker tende continui agguati alla propria vittima. La pedìna, e tenta incessantemente di avvicinarla, per telefono, per lettera, o fermandola per strada. Alcuni stalker inviano regali o oggetti bizzarri, messaggi in tutte le forme trasparenti e latenti con il solo intento di terrorizzare. Oppure diffondono calunnie sul suo conto e cercano di renderle la vita difficile. A volte, lo stalker passa all’azione: la violenza può essere rivolta direttamente contro la vittima, ma anche contro i suoi parenti e conoscenti, e persino contro estranei, che il persecutore collega in qualche modo alla vittima. Inoltre, non sono rari episodi di attacchi contro la sua macchina o il suo animale domestico o tentativi di introdursi in casa. Spesso le motivazioni sono di natura sentimentali, ma non sono le uniche , gli stalker possono essere mossi da altre ragioni, come per esempio , il desiderio di vendetta. Questo fenomeno è stato studiato per lo più riferito ad ex che non si rassegnano alla fine di un rapporto, ma spesso sono veri e propri maniaci di entrambi i sessi che hanno sviluppato un’ossessione nei confronti di una persona e hanno deciso di diventare la sua ombra. A volte dall’ombra scivolano fuori, passano ai fatti e aggrediscono la “preda”. La rapiscono e/o la violentano, qualche volta la uccidono. Lo stalking segue ossessivamente la vittima, pensano e/o fantasticano costantemente sulle loro vittime. Queste fantasie possono essere orientate verso amore, rabbia o vendetta. Sebbene gli stalkers raramente si mostrino violenti, quando lo fanno il primo oggetto di violenza è la vittima dello stalking, il secondo è chiunque venga percepito come un ostacolo, un’interferenza tra loro e la vittima. Gli stalkers possono aver avuto una relazione intima con le loro vittime o semplicemente il desiderio di averne avuta una. Molti di loro hanno una storia di relazioni fallite, hanno difficoltà a comunicare con le persone e possono essere sopraffatti dal rifiuto reale o percepito. Sebbene gli stalkers abbiano scarse qualità comunicative e sociali, hanno buone capacità di progettazione che li aiutano a organizzare i loro piani pur rimanendo entro i limiti della legge. Possono essere maschi o femmine: anche queste in molti casi si rivelano altrettanto pericolose. Sono persone caratterizzate da una varietà di disturbi dell’affezione e mentali, la ricerca indica che possono avere in comune almeno due cose: la prima un precoce disturbo dell’affezione che può essere un fattore predisponente allo stalking, la seconda una recente perdita nella vita adulta che può far scattare la molla. Le sindromi cliniche che alterano la capacità di distinguere il reale dalla fantasia sono comuni tra gli stalkers. I sintomi includono allucinazioni, convinzioni errate e pensiero disorganizzato. Possono essere una manifestazione della schizofrenia e altri disordini. Altre caratteristiche diagnostiche possono includere un sintomo conosciuto come “idea di riferimento” in cui eventi ordinari vengono interpretati da una persona che soffre di un certo tipo di allucinazioni come fatti che hanno uno speciale significato personale. Un altro sintomo può comprendere alcuni tipi di disturbi dell’umore come depressione o sindromi maniacali. La depressione può portare lo stalker al suicidio, ma anche all’omicidio, soprattutto nei casi di violenza sul posto di lavoro. Altri disturbi della personalità che si riscontrano negli stalkers sono quello antisociale, borderline, istrionico e narcistico.

Anna Oliviero Ferrari distingue cinque tipi di stalkers ( Lo stalker:identikit del persecutore, da Psicologia Contemporanea n.164/2001):

1. “il risentito”: sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta (categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa). Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli;

2. “il bisognoso d’affetto”: motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene considerata vicina al “partner o amico/a ideale”. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta;

3. “il corteggiatore incompetente”: tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani (meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare);

4. “il respinto”: persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto, è in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile.

5. “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili.

A cura di Floriana De Michele

Chiamami: 3391249564

Mandami un messaggio

Nome

E-mail

Oggetto

Messaggio