Terapia alla famiglia:Matrimonio, Genitorialità

Cos’è la famiglia

La famiglia è il nucleo affettivo originario nel quale il singolo costruisce le basi dei rapporti affettivi e sociali; per l’individuo, è anche uno spazio mentale, che inizia a formarsi nell’infanzia, quando poco a poco si interiorizzano le emozioni, i comportamenti, i messaggi, dapprima non verbali e poi anche verbali, i desideri, le fantasie e le aspettative dei genitori? Socialmente la famiglia costituisce una vera e propria istituzione che si assume compiti educativi riguardanti la trasmissione dei valori e l’integrazione dei suoi membri nella comunità.

Per tutta la vita questo ambiente originario viene ricercato e poi ricostruito idealmente nella famiglia che gli adulti formano di volta in volta.

Preparazione al matrimonio

La Dottoressa De Michele aiuta le coppie ad affrontare il passaggio dalla vita in famiglia o da single alla condivisione piena dell’esperienza comune, caratteristica della coppia.

Arrivare preparati alla vita matrimoniale è fondamentale poiché il matrimonio rappresenta un cambiamento drastico sia delle abitudini di vita sia della percezione che i due sposi hanno di sé stessi e del ruolo nel mondo.

Genitorialità

"La genitorialità rappresenta il momento evolutivo più maturo della dinamica affettiva della coppia, che fa parte dello sviluppo psicosociale di ogni persona. La genitorialità è influenzata dal legame di coppia e può costruirsi a condizione che nella coppia non si verifichi un’assenza o carenza dello stadio Generativo."
(Erikson E. H., Infanzia e società).

La 'Generatività':

  • È l’obiettivo evolutivo a cui tende lo sviluppo psicosessuale e psicosociale dell’essere umano e implica tutto ciò che ha fatto di lui, una persona capace di prendersi cura degli altri esseri umani;
  • È stimolato da un bisogno di attaccamento e d’intimità con l’altro, che può manifestarsi attraverso la sessualità in modo contestuale e complementare all’affettività, favorendo la capacità dei singoli componenti della coppia a prendersi cura reciprocamente.

Un comportamento compulsivo della sessualità limita lo stadio generativo, in quanto il singolo è orientato affettivamente su sé stesso, per cui il trasferimento del legame di attaccamento dalle figure genitoriali verso il partner non è tale da stimolare la forza della generatività.

In questi casi, la coppia non riesce a trovare l’equilibrio interno tra solitudine ed intimità dei singoli, i confini personali appaiono liquefatti e la vicinanza e/o separatezza tra i due soggetti non è chiara, definita; pertanto la coppia vivrà la difficoltà di dare origine ad un’altra vita di cui potersi prendere cura in modo unidirezionale.

La Dottoressa De Michele opera in questo campo offrendo:

  • Sostegno alla genitorialità: nelle situazioni critiche rispetto alla salute psicofisica del minore; nelle situazioni di abbandono e di decisioni in merito alla perdita della potestà, all’adozione; nelle situazioni di separazione dei genitori e di valutazione dei criteri d’affidamento.
  • Sostegno per lo sviluppo della capacità di protezione genitoriale: nelle situazioni in cui la capacità di proteggere e di tutelare il bambino nell’ambiente familiare, scolastico e sociale diventa più difficile, in particolar modo durante la separazione e il divorzio è consigliabile:
    • Saper parlare ai figli nel modo più semplice possibile, usando parole adeguate alla loro età evitando che scoprano, a cose fatte o da altri, l’intenzione di separazione da altri, spiegando bene loro che la separazione è dovuta solamente ad una decisione della mamma e del papà, di cui loro non ne hanno assolutamente colpa.
    • Spiegare ai figli che la decisione di separarsi è definitiva e irreversibile in modo che i minori non credano di essere in grado di far riconciliare i genitori, anzi dimostrare affetto attaccamento ai figli affinché si rassicurino di essere amati comunque dai due genitori.
    • Dare attenzione ai figli durante e dopo la separazione che possono diventare ansiosi, irritabili, depressi, possono piangere senza motivo, avere dolori allo stomaco, soffrire d’insonnia, andar male a scuola, comportarsi in modo aggressivo o come comportarsi come quando erano più piccoli.
    • Limitare i cambiamenti facendo in modo che almeno l’ambiente esterno rimanga il più possibile stabile. La possibilità di rimanere in un luogo conosciuto è molto importante per i figli: meno cambiamenti dovranno affrontare nella loro vita quotidiana, più riusciranno a superare lo stress della separazione.
    • Bisognerebbe non coinvolgerli in eventuali vicende sentimentali con nuovi partner perché ciò aumenterebbe la loro sofferenza psicofisica.
    • Rispettare l’altro genitore, soprattutto, imparare a non denigrarlo, perchè ciò procurerà una ferita narcisistica grave nel minore: i figli hanno bisogno della madre e del padre, perciò bisogna fare in modo che vedano regolarmente l’altro genitore, evitando di scambiare i bambini tramite estranei o in luoghi pubblici.
    • Evitare le liti: i figli hanno bisogno di sicurezza perciò non è opportuno manifestare, in loro presenza, i contrasti rinfacciandosi in continuazione le colpe che avrebbero provocato la rottura della famiglia, e, soprattutto, non utilizzare i figli come mezzo di ricatto verso l’altro genitore o come complice facendosi percepire come vittime.
    • Non intromettersi sulla gestione che l’altro genitore fa dei figli.
    • Mantenere la comune responsabilità genitoriale, ad esempio attraverso le decisioni comuni sulla salute, sulla scuola, sul tempo libero, che sono aree fondamentali di vita del minore, perché ciò permette di dare una continuità psicologica all’interiorizzazione della figura materna e della figura paterna. I due genitori nella circolarità della loro azione psicoeducativa verso il figlio consentono lo sviluppo di un vissuto di sicurezza, dell’auto-stima e il consolidamento dell’identità del figlio.

Chiamami: 3391249564

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