Violenza, depressione, suicidio: psicologia del gaslighting.

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Post Quarantasei

17 Lug 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Recentemente ci siamo abituati a sentir parlare di violenza di genere, quasi sempre in riferimento a fatti di cronaca nera.

Esistono però altre strategie di prevaricazione più subdole e che vanno a compromettere la sfera psicologica della donna abusata.

Una di queste crudeli tecniche di manipolazione è il gaslighting (per conoscere l'origine del termine leggi l' articolo) .

Anatomia di una violenza: cos'è il gaslighting?

Il termine gaslighting, inizialmente colloquiale, è stato utilizzato recentemente anche nella letteratura clinica sulla violenza contro le donne.

Mutuato dal titolo dell'opera teatrale "Gas Light", il neologismo si riferisce a una serie di comportamenti subdoli attuati al fine di convincere le vittime di aver perso la ragione.

La trama di "Gas Light" racconta, infatti, di un marito che modifica alcuni elementi ambientali, negando con sua moglie di averlo fatto e attribuendo il tutto all'immaginazione di lei.

Il gaslighting rientra a pieno titolo nella categoria delle violenze domestiche, spesso associato ad altri tipi di abuso. È così feroce da spingere le donne che lo subiscono in un vortice di insicurezza e depressione e, in casi estremi, al suicidio.

Il partner abusante che usa il gaslighting per torturare la sua compagna opera un vero e proprio lavaggio del cervello, attuando una violenza gratuita e continua, perpetrata con una lucidità agghiacciante.

Non a caso secondo la psicologa americana Martha Stout questa tattica viene spesso adottata dai sociopatici. Questi soggetti patologici, forti della loro straordinaria abilità nel mentire, sono conosciuti per la loro propensione a manipolare.

Questa forma insidiosa e sottile di violenza domestica può riscontrarsi anche in legami precedentemente solidi e basati sull'affetto. Questo in seguito a difficoltà mai superate, si trasforma in cieca cattiveria da parte dell'uomo verso la partner femminile.

Lo scopo del gaslighter è convincere la vittima del fatto che il suo esame di realtà non è affidabile. Questo la porterà a dubitare di sé e quindi a diventare psicologicamente dipendente dall'abusatore.

Conseguenze psicologiche del gaslighting

Nel suo tragico cammino verso l'abisso la donna vittima di gaslight attraverserà le seguenti tre fasi.

  • 1. Comunicazione distorta. Il perseguitato non riesce più a comprendere il suo aguzzino, che alterna silenzi ostili a esternazioni di stizza apparentemente insensate. Questa fase serve a destabilizzare la vittima, che fatica a spiegarsi le intenzioni e i comportamenti anomali del partner.

  • 2. Tentativo di difesa. La vittima, ancora confusa, tenta strenuamente di far valere le proprie ragioni. Cerca di intavolare un dialogo con il partner abusante, convinta che la situazione dipenda da una propria incapacità comunicativa.

  • 3. Depressione. Fase particolarmente interessante dal punto di vista psicologico: la violenza diventa cronica e la vittima idealizza il manipolatore. La donna è infatti ormai convinta delle ragioni del gaslighter e rassegnata perde sicurezza diventando dipendente.

Per concludere

Il gaslighting è una forma di violenza domestica particolarmente subdola e deleteria.

È quindi fondamentale l'intervento di uno specialista della salute mentale, al fine di prevenire le sue drammatiche conseguenze psicologiche.

Se una tua amica o conoscente subisce questa situazione o altri tipi di violenza domestica consigliale di rivolgersi a un centro antiviolenza territoriale.

Se la tua situazione è simile a quella descritta nell'articolo non aspettare, io posso aiutarti! Contattami immediatamente attraverso il modulo di contatto o il bottone whatsapp.



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