Valutazione psicologica fuori dalla clinica

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28 Mag 2020 - pubblicato ad Avezzano ,da Floriana De Michele

Valutazione psicologica fuori dalla clinica

Il progresso tecnologico sta muovendo i suoi passi verso lo spostamento dei test psicologici al di fuori dell’ambiente clinico e dei laboratori verso gli ambienti vitali e sociali di tutti i giorni delle singole persone, permettendo agli psicologi clinici ed alla psicologia sperimentale tramite la ricerca di raccogliere una varietà di dati più capillare, piuttosto che osservare singole e periodiche e quanto mai diradate istantanee prese durante i colloqui presso gli studi professionali.

La portata di quest’innovazione è tale che ora si stanno sviluppando forme di psicodiagnosi basate sull’uso di mezzi tecnologici modernissimi come :

1) smartphones, 2) watches, 3) giochi, 4) ambienti virtuali,

Soprattutto nella prevenzione degli aspetti suicidari ed altre problematiche si stanno sviluppando tecniche mobili e digitali di monitoraggio e valutazione. Basandosi sui Big Data estratti da questi strumenti si possono esplorare le possibilità di prevenire, valutare ed intervenire in tempo reale per fornire il supporto a tali persone nel momento in cui queste dovessero averne bisogno.

E ci sono molti vantaggi in questo tipo di valutazioni psicologiche mobili. Innanzitutto la vasta quantità di dati che si può ottenere, rispetto a quella che si potrebbe ottenere con una sessione in presenza con matita e foglio alla mano.

Secondo Thomas Parsons, PhD che dirige i laboratori del North Texas Computational di Neuropsicologia e Simulazione i dati, oltre che più numerosi, sono anche più accurati. Ed inoltre i dati possono essere confrontati statisticamente non solo rispetto ad una popolazione demografica di riferimento, ma anche rispetto ai dati pregressi dello stesso paziente. Ovviamente c’è molto da fare ancora su questo tipo di approccio valutativo ad esempio sul fronte della privacy dei dati e sulla sicurezza; sugli aspetti tecnologici e sulle norme statistiche per le interpretazioni.

Ma forse la resistenza più grossa è proprio quella di solito mostrata degli psicologi il cui umanesimo mal si adatta a veder sostituire il rapporto umano da macchine e tecnologie futuristiche. Una inerzia ma anche una paura! Ma il progresso avanza e gli psicologi non amano e non possono rimanere ancora una volta indietro. Esaminiamo più da vicino queste tecnologie.

1) La valutazione con smartphone

Esistono già da tempo delle App che permettono di ridurre lo stress, ma nel nostro caso stiamo parlando di strumenti di valutazione. Una azienda americana, la Sage Bionetworks, sta rilasciando dei brevi test cognitivi per le persone anziane , che possono avvenire nella stessa vita vissuta da queste persone e non in un ambiente clinico asettico. E si è anche dimostrato che i risultati di questi test psicometrici avvenuti nella vita reale sono anche molto affidabili rispetto a quelli in ambiente controllato.

Spesso infatti gli anziani soffrono di una sindrome del “collare bianco” che produce aumenti pressori e panico o fobie alla sola vista del camice di un dottore. Ed inoltre in questo caso le misurazioni possono essere ripetute ed i dati resi più affidabili, oltre che più variegati. Le misurazioni prese dai sensori di queste app durante la vita di ogni giorno variano dalla misurazione dello stress misurando il battito, o la pressione arteriosa, o il respiro, o anche il gesto dei movimenti delle mani. Esistono anche sensori nel telefonino, che possono , attraverso la misurazione del carbon monossido nell’alito, misurare quanto si è fumato, e telecamere che si assicurino che sono proprio loro i pazienti (riconoscimento facciale).

2) Valutazione con i watches (o wearables)

L’utilizzo dei wereables ossia dispositivi che si indossano come vestiti, orologi o altri dispositivi basati sull’Internet of Things, sta aumentando giorno dopo giorno , fornendo dei veri e propri tracciati delle vite delle persone, messi a disposizione delle valutazioni degli stati psicologici. Feel Wristband è un oggettino che si attacca agli indumenti e misura molte variabili vitali (il sonno, la salute emozionale, e altri biomarkers). Questa il dispositivo distribuito da Sentio Solutions Inc.:

Feel helps people build better and lasting emotional health with real-time, evidence-based advice and support

Gli psicologi stanno lavorando per fare in modo che questi wearables possano costituire un valido presupposto per le valutazioni cliniche. Si stanno ad esempio sperimentando dispositivi per i deficit di attenzione e i disordini di iperattività, mediante l’invio di una vibrazione ad intervalli regolari di 10 minuti per osservare se stanno concentrati sul task oppure no e per tracciare l’eventuale presenza di iperattività. Alcuni rinomati capi esecutivi stimano che il dispositivo possa essere utilizzabile non solo a scopi valutativi ma anche a scopi di trattamento e terapia. Tale tecnologia , abbinata con il GPS, può aggiungere informazioni di localizzazione per determinare le reazioni psicologiche a determinati ambienti geografici.

3) Valutazioni con i giochi

Queste valutazioni basate sui giochi sono per lo più adattate ad un pubblici molto giovanile e sono basate sui comportamenti e le reazioni dei giocatori ai videogiochi a cui partecipano.

Un esempio è Rumble Quest un gioco per i bambini delle elementari dove il giocatore deve aiutare il personaggio del gioco a trovare una strada per tornare a casa.

Il personaggio fa delle domande che valutano i domini del benessere del bambino, come l’auto regolazione, l’attaccamento ai valori della scuola e la sicurezza sociale. Ma misura anche il controllo inibitorio e altri comportamenti funzionali. Il gioco insomma permette un’attenta valutazione, per prevenire ed intervenire precocemente , evitando che la valutazione abbia luogo in ambienti che possano interrompere la routine dei ragazzi in quanto studenti. In alcuni casi i risultati provenienti dei giochi si sono dimostrati fortemente correlati con i risultati dei Test (come ad es. il T.O.V.A.).

4) Valutazione con realtà virtuale

Sebbene le aziende che commercializzano questi prodotti di realtà virtuale non sempre sono attente al rigore scientifico dei loro prodotti, spesso tali strumenti risultano un valido aiuto nella valutazione psicologica. Ad esempio si è utilizzato tale tecnologia nei problemi di memoria degli anziani, simulando una realtà virtuale di un supermercato e valutando se essi si ricordavano di prendere gli oggetti giusti, dove avevano parcheggiato la macchina (ovviamente nel parcheggio virtuale).

Il setting che gli psicologi possono mettere in atto in questi casi è qualcosa che non potrebbero mai raggiungere nella realtà. Si possono così valutare tanti ambienti, quelli distrattivi, stressanti, influenzanti, i test sulla memoria e sulla velocità delle risposte. Si possono anche tracciare i movimenti degli occhi e misurare l’actigraphy.

Conclusioni

L’utilizzo di queste tecniche psicodiagnostiche sono da considerare supplementari e non sostitutive di quelle attuali basate sull’esperienza clinica vera e propria. La tecnologia sta cambiando gli stili di vita umani e quindi cambierà il ruolo dello psicologo clinico ma certo non sarà sostituito da essa. La psicologia continuerà parallelamente ad osservare il comportamento umano e non solo e a stimolare la tecnologia al servizio della salute e del benessere umano Gli psicologi possono comunque stare tranquilli che per loro lavoro sempre c’è ne sarà.

Bibliografia

• Moving Assessment out of the Clinic, Monitor on Psychology, A publication of the American Psychological Association, July/August 2019

A cura della Dott.ssa Floriana De Michele, membro dell'America Psychological Association



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