Psicologo in ambiente scolastico.

psicologo e scuola

Post Quaranta

8 Apr 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Come diventare psicologo scolastico.

Le normative della Scuola sul reclutamento di insegnanti stanno divenendo sempre più complesse e in continua evoluzione. Negli ultimi anni molte sono state le proteste da parte di docenti, sia di ruolo che supplenti, stanchi di un sistema che sembra funzionare a singhiozzi. In un quadro così intricato di leggi, decreti, normative e concorsi, cosa può aspettarsi uno Psicologo che decide di impegnarsi nell’insegnamento della sua Materia nelle Scuole Superiori? “Semplice”, “Veloce” sono termini da mettere da parte: la procedura per divenire docente di Psicologia nei licei è molto impegnativa, ma possibile.

Chi se non uno psicologo potrebbe insegnare al meglio Psicologia ad esempio in un liceo pedagogico (Psicopedagogico, socio-psicopedagogico, Linguistico pedagogico, etc.)? Forse nessuno. Ma non basta avere una laurea triennale o specialistica, non basta essere iscritti all’Albo professionale. Cosa fare? Come fare? Certamente recandosi al Provveditorato (provinciale o regionale) si potranno ricevere informazioni utili. Si potrebbero ottenere ulteriori informazioni semplicemente andando alla Segreteria di Direzione di ogni Liceo. Più informazioni si ottengono, più il quadro sarà completo.

Come ottenere l’abilitazione all’insegnamento

La materia “Psicologia” alle scuole superiori è compresa all’interno della Classe di Concorso 36/A che comprende Filosofia, Psicologia e Scienze dell’Educazione (alcune notizie si trovano tra le fonti normative del sito del MIUR) . Per accedere a questa Classe di Concorso occorre avere la Laurea in Psicologia purché il piano di studi seguito abbia compreso due corsi annuali (o quattro semestrali) delle discipline di ciascuna delle seguenti aree: filosofica, pedagogica, psicologica e sociologica. In altre parole, occorre aver conseguito esami specifici nell’Area filosofica, nell’Area pedagogica e nell’Area sociologica, ovvero avere almeno una serie di CFU nei settori Psicologici (MPSI), Filosofici (MFIL), Pedagogici (MPED) e Sociologici (SPS). Gli esami previsti, per essere chiari, sono i seguenti:

  • Area filosofica: Filosofia della scienza, Filosofia morale, Filosofia teoretica, Logica, Storia della Filosofia, Storia della Filosofia Contemporanea, Storia della scienza
  • Area pedagogica: Didattica generale, Pedagogia generale, Pedagogia sperimentale, Storia della pedagogia, Tecnologia dell’Istruzione
  • Area psicologica: Epistemologia genetica, Psicologia dello Sviluppo, Psicologia della comunità, psicologia generale, Psicologia sociale, Psicopatologia dello Sviluppo
  • Area sociologica: Metodologia e tecnica della ricerca sociale, Sociologia dell’organizzazione, Sociologia della comunicazione, Sociologia delle comunicazioni di massa, Sociologia generale, Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa.

Se tutti questi esami vengono sostenuti, gli insegnamenti relativi alla Classe di Concorso in questione (la 36/A) possono essere effettuati negli istituti tecnici femminili per le materie di Pedagogia e Psicologia, negli istituti magistrali per Filosofia, Pedagogia e Psicologia, negli istituti professionali per le materie Comunicazioni di massa, Pedagogia, Psicologia, Psicologia e pedagogia, Psicologia e sociologia, Psicologia e pubbliche relazioni, Psicologia pubbliche relazioni propaganda e pubblicità, Psicologia e tecniche delle comunicazioni di massa, Storia e tecnica dell'informazione, Storia e sociologia e psicologia del turismo, Tecniche educative e di esplorazione, Psicologia e scienza dell'educazione, Psicologia della comunicazione, Psicologia generale e applicata, Tecniche di comunicazione e relazione.

Requisiti dello Psicologo Scolastico.

Il Decreto Ministeriale 22/2005 – che integra il Decreto ministeriale 39/1998 - dichiara quindi apertamente che la laurea in Psicologia consente di insegnare “Filosofia, Psicologia e Scienze dell’educazione” nei licei sociopsicopedagogici, negli ITAS (Istituti Tecnici per le Attività Sociali) e in altri istituti professionali pubblici, solo se sono stati conseguiti tutti gli esami sopra citati. Ma come integrare i crediti? Come fare se alcuni degli esami necessari per l’abilitazione non sono stati sostenuti? Una soluzione c’è: farli.

Purtroppo, sia per il vecchio ordinamento quinquennale che per il nuovo ordinamento 3 + 2 (triennale + specialistica), i piani di studio non includono i crediti necessari per l’insegnamento, ma è possibile acquisirli anche dopo la laurea iscrivendosi a corsi singoli, cioè frequentando all’università soltanto il corso per l’esame “desiderato”. Ma attenzione: seguire un corso e sostenere un esame ha un costo non solo emotivo e di fatica: parliamo di un vero costo economico. Il “prezzo” da pagare varia in base all’ateneo, si può andare da € 100,00 ad esame ai € 200,00. Per questa ragione è necessario contattare la segreteria della facoltà di Psicologia dove si intende sostenere gli esami extra. Ma non è finita qui. Una volta conseguiti tutti gli esami mancanti, e quindi una volta aver ottenuto tutti i crediti, per insegnare nelle scuole secondarie pubbliche si deve avere la fatidica abilitazione all’insegnamento. Per ottenerla fino al 2008 occorreva frequentare la SISS – Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario, ora sostituita dal TFA – Tirocinio Formativo Attivo, cioè un corso universitario di formazione e abilitazione alla professione di docente, suddiviso in diverse attività formative (Didattica generale e didattica speciale - Didattica delle discipline oggetto di insegnamento delle classi di concorso con laboratori e laboratori pedagogico-didattici - Tirocinio a scuola - Relazione finale), al termine del quale si sostiene l'esame di abilitazione all'insegnamento. I corsi del TFA sono a numero chiuso (con test di accesso) e ogni anno vengono stabiliti a livello regionale i posti disponibili per ciascuna classe di concorso.

Lo psicologo nella scuola : didattica inclusiva.

Come abbiamo visto, l’iter per giungere all’abilitazione all’insegnamento per uno Psicologo è molto lungo. Ma l’insegnamento non è l’unica via per lavorare all’interno delle mura scolastiche. Lo psicologo, infatti, potrebbe prendere in considerazione seriamente l’idea di applicare le proprie conoscenze e competenze anche in ambito scolastico. Ad oggi, la scuola soffre non solo da un punto di vista normativo, ma anche da un punto di vista di “didattica inclusiva”. Negli istituti di molti Paesi europei, a differenza dell’Italia, non solo la Psicologia fa parte del percorso di studi allo stesso livello della Storia o Letteratura, ma è prevista la presenza di uno psicologo scolastico che facilita i rapporti interpersonali tra scuola e famiglia, tra studenti e studenti, tra studenti e insegnanti. Potrebbe quindi dare supporto agli insegnanti per la progettazione e realizzazione di attività didattiche inclusive.

Ancor più necessaria la presenza dello psicologo nelle scuole se si pensa ai fenomeni di mobbing e maltrattamenti – sempre più frequenti - ad opera di uno o più studenti a discapito di giovani ragazze o ragazzi.

Conclusioni

Concludendo, lo psicologo all’interno delle Scuole potrebbe divenire un punto di riferimento per gli studenti in difficoltà, per quegli insegnanti che soffrono la sfrenata indisciplina delle classi e, ancora, per i genitori che non riescono interagire positivamente con i propri figli.



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