Masochismo e sadismo morale: vivere con dolore.

masochismo e sadismo

Post Quarantotto

14 Ago 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Cosa i Masochisti e i Sadici non riescono a fare

Nella vita può capitare a tutti di essere un pò masochista o sadico, di avere la necessità di sfogarsi con qualcuno e crucciarsi per la propria sofferenza senza voler ricevere consigli sulle probabili soluzioni: si vuole solo essere accolti e capiti, riconosciuti nell’ aver subito o ricevuto un torto, si vuole sentirsi scagionati da ogni responsabilità dell’accaduto, insomma di essere riconosciuti nel ruolo di vittima della situazione. Se, però, la persona con cui ci si sfoga, che di solito è una persona cara, invita a riflettere sulle responsabilità della propria vita, sulla possibilità di cambiare atteggiamento rispetto ai problemi e a pensare che può dipendere soltanto da sé, istintivamente si reagisce con rabbia. L’emozione rabbiosa scatta perché, è come se, l’altro pur comprendendo bene il problema non riconosce il ruolo di vittima della persona che si sfoga restituendole per intero la responsabilità o la colpa di tutto il suo disagio e il suo dolore. Un detto popolare recita: ”solo alla morte non c’è rimedio” , cioè a dire che i problemi sono tutti più o meno risolvibili prendendo consapevolezza che la maggior parte dei mali dipendono da se stessi, tranne i lutti e le malattie gravi. Non è semplice, tuttavia, riuscire a farlo! E ai masochisti non riesce assolutamente farlo. Si può riuscire a concepire la vita in modo positivo, non come vittime degli avvenimenti, ma come protagonisti della propria vita attuale. La vita che altro è se non il risultato dell’atteggiamento avuto fin nel momento presente?

La personalità masochista

Sembrerebbe, dunque, che questo tipo di persone, pur soffrendo e volendo liberarsi della sofferenza non ci riescano, anzi finiscano per perpetrarla attraverso un atteggiamento che si può definire autofrustrante ed autolesionista. Questo tipo di persone incarnano la personalità masochista, cioè quel tipo di persone che inconsciamente ricercano la sofferenza e sembrano aver trovato un equilibrio all’interno di essa, che vivono con buona sopportazione subendone l’inconsapevole piacere. Il masochista morale , ovvero colui che ha sviluppato un carattere masochista, ha bisogno di mettersi frequentemente nella posizione della vittima per poter espiare tramite la sofferenza il senso di colpa inconscio. Come direbbe W.R.Bion, l’ “assunto di base” che regola la vita relazionale delle persone masochiste è quello della “dipendenza” e può essere riassunto nella frase: “sono una povera vittima e se soffro la colpa non è mia: sono gli altri che mi trattano male” intendendo con ciò che la propria situazione di sofferenza o disagio sia dovuto sempre all’azione degli altri pertanto la loro presenza è assolutamente necessaria nella vita di queste persone. Il masochista morale non reagisce e continua a soffrire al fine di ottenere una gratificazione.

Il masochismo psicologico

Il masochista morale pertanto si caratterizza nella rinuncia del Sé rispetto alle esigenze degli altri accompagnata da un vissuto di sopportazione della frustrazione che ciò comporta.

L’umiliazione, la sottomissione, la perversione, l'esibizionismo,l'autosabotaggio, l'autoinflizione, il servilismo, il feticismo, l'autopunizione, sono i sentimenti maggiormente percepiti a causa del forte controllo esercitato sull’aggressività e il desiderio di auto affermarsi frustrato. Tutto ciò conduce il masochista a lamentarsi continuamente , a lagnarsi e a farsi compatire dagli altri. L’atteggiamento di sottomissione e di compiacenza tipico della persona masochista, tuttavia, inconsciamente si contrappone, come afferma A. Lowen, ad un atteggiamento interno di astio, negatività e ostilità , e quando egli si sente impantanato in questa contraddizione riesce ad uscirne solo con un’esplosione. Il masochista, infatti, ha una grande energia che gli proviene da una situazione di nutrimento e dall’ amore abbondante ricevuto per cui diventa troppo difficile ribellarsi a chi lo ha nutrito così bene, la gratitudine lo blocca .

Il masochismo sessuale maschile


Il masochista deve portare avanti i suoi obiettivi rigidamente non per piacere ma per dovere, con sofferenza. Egli, non riesce a dire di no , ma nel suo intimo vorrebbe fallire. Nella sua interiorità vi è un sabotatore che lo fa essere in perenne conflitto con l’autorità stessa. Il masochista, dunque, mette in atto un comportamento ambivalente risultato dalla
sottomissione e dal sabotaggio che lo invischiano nelle relazioni con gli altri, dove attua subdole complicazioni e con una particolare abilità conduce l’altro ad esplodere, così egli stesso può giustificare la sua rabbia e la sua aggressività. Il masochista può essere inavveduto e riuscire a dimostrare che non lo fa apposta e questa tattica provocatoria, affinata con il tempo, viene utilizzata con lo scopo di avere una reazione nell’altra persona abbastanza forte da permettere a lui di sentirsi nella parte della ragione e negare il senso di colpa.

Masochismo sessuale o erogeno

Un brevissimo excursus della genesi psicoanalitica del masochismo indica due tipologie di comportamento nelle relazioni sociali. Il masochismo sessuale e il masochismo morale , o masochismo sociale di Theodor Reich.

Il masochismo erogeno è la prima forma di masochismo descritta da Freud e identifica un tipo di persona che ricerca, in modo per lo più inconsapevole, un partner sessuale sadico, capace di infliggere dolore e dispiacere, realizzando cosi il rapporto perverso sadomasichistico. Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, utilizza il termine masochismo per la prima volta nella sua opera “Tre saggi sulla teoria sessuale” per indicare alcune deviazioni sessuali, e scrive: “laddove vi è il masochismo possiamo sempre ritrovare anche il polo opposto, il sadismo” per cui, nel piacere della ricerca della sofferenza fisica e psicologica i ruoli possono facilmente ribaltarsi. Il masochismo e il sadismo fanno parte delle “pulsioni di crudeltà” rispettivamente nella loro forma passiva e attiva. Altre forme di pulsioni frequenti sono la sottomissione, l'umiliazione, il travestitismo, il sadomasochismo, la perversione,l'autolesionismo,l'autosabotaggio,l'autopunizione, il servilismo, il feticismo.

Masochismo morale

Ma cosa induce le persone ad assumere una posizione di sottomissione? Freud nello scritto “Un bambino viene picchiato” individua nelle fantasie inconsce del bambino il nucleo di sviluppo della personalità masochista, fantasie legate al desiderio edipico di attaccamento verso il genitore di sesso opposto e della rivalità verso il genitore dello stesso sesso. L’intensità emotiva con la quale viene vissuto il processo psicologico in cui la rimozione dei sentimenti di attaccamento erotico verso il genitore del sesso opposto e i sentimenti aggressivi e di competizione distruttiva verso il genitore dello stesso sesso, determinerà l’esito del “complesso edipico” e dello sviluppo psicosessuale del bambino. Per la personalità masochista la fantasia inconscia descritta potrebbe indurre al desiderio di essere picchiati a causa del senso di colpa per aver osato tanto. Andando avanti nella ricerca psicoanalitica, Freud estende il masochismo dalla fantasia edipica, circoscritta nel campo sessuale, al comportamento umano generale e al carattere femminile, fino a definire la seconda tipologia del masochismo morale.

Masochismo e sadismo

Alla base di questi studi c’è una nuova scoperta e cioè l’esistenza dell’istinto di morte. Freud, in Al di là del principio del piacere” parla del sadismo come espressione originaria all’innato istinto di morte e come una pulsione inconscia e opposta all’innato istinto di vita. La libido, infatti, espressione istinto di vita tende a contrastare l’aggressività espressione della pulsione di morte mescolandosi e fondendosi con essa, attenuandone in questo modo la forza distruttiva, che si esprime attraverso la rabbia e la distruttività. Nelle persone sadiche e masochiste tale meccanismo non funziona, così la pulsione di morte agisce liberamente nella psiche rivolgendo la distruttività verso se stessi (Sè) nel masochismo oppure verso l’Altro (Oggetto) nel sadismo.

Masochismo ed amore infelice

L’ inconscio è continuamente impegnato a contenere la lotta tra libido e aggressività distruttiva, tra istinto di vita e istinto di morte, ma se quest’ultimo prevale sulle forze vitali, la persona è portata a fare scelte e ad assumere comportamenti distruttivi per il proprio benessere. L’inconscio rende irriconoscibili le pulsioni per cui la distruttività potrebbe non apparire in modo trasparente all’esterno, potrebbe essere addirittura mascherata da comportamenti di segno opposto, come per esempio nel caso della gelosia in certi rapporti amorosi difficili o in quei caratteri maniacali portati all’ eccessiva esuberanza e ottimismo.
 Freud nello scritto “Il problema economico del masochismo” descrive proprio come 
la ricerca inconscia della sofferenza oltrepassa la sfera sessuale e si estende all’intero stile esistenziale della persona, caratterizzandone i bisogni e le motivazioni, i comportamenti e i vissuti quotidiani in ogni ambito della vita.

Masochismo psicologico femminile

Una terza tipologia di masochismo è quella che Freud chiamò masochismo femminile perché lo riteneva connaturato nella femminilità, oggetto di molte critiche, soprattutto dalle psicoanaliste. Il punto maggiormente critico riguarda l’identificazione della posizione femminile passiva associata alla differenza anatomica tra i sessi, che vede il maschile in posizione di attività in quanto possessore del pene e il femminile in posizione di passività in quanto mancante dello stesso organo sessuale defininendo i ruoli socio sessuali in modo rigido e parziale.

Il Disturbo da Masochismo Sessuale e il Disturbo da Sadismo Sessuale

Il masochismo, portato all’estremo, può evolvere in una vera e propria psicopatologia: le fantasie, gli impulsi sessuali, i comportamenti determinano nel soggetto un disagio clinicamente significativo e una compromissione dell'area sociale e lavorativa. Attualmente il masochismo e il sadismo sono definite nel DSM-5 come forma di parafilia dove per parafilia si intende: “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall'interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti”. Per poter fare una diagnosi di disturbo parafiliaco, è necessario che le persone vivano con un senso di angoscia il proprio interesse sessuale che è “atipico”, ma non perché provochi disapprovazione sociale; che manifestino un desiderio sessuale o un comportamento sessuale che provochi disagio psichico, ferite o morte di altra persona; che abbiano un desiderio per comportamenti sessuali coinvolgenti altre persone incapaci di acconsentire in modo consapevole o comunque coinvolte in modalità subdola.

Esibizionismo e feticismo

Il DSM-5 raggruppa nelle parafilie 8 disturbi assmimilabili a comportamenti come sottomissione, umiliazione, perversione, esibizionismo, feticismo, soggiogazione, autopunizione, servilismo, travestitismo, e sono: il Disturbo Voyeuristico, cioè guardare di nascosto, spiare gli altri nella loro intimità; il Disturbo esibizionistico, cioè esporre, esibire i genitali alla presenza inconsapevole di altre persone; il Disturbo Frotteuristico, cioè toccare una persona di nascosto e strofinarvisi contro senza il suo consenso; il Disturbo da Masochismo Sessuale, cioè ricercare e farsi infliggere umiliazioni, bondage o sofferenze; il Disturbo da Sadismo Sessuale, cioè infliggere umiliazioni, bondage o sofferenze ad altra persona; il Disturbo Pedofilico, cioè dimostrare interesse e ricercare il coinvolgimento sessuale di bambini; il Disturbo Feticistico, cioè l’utilizzo di oggetti inanimati per ricercare il piacere sessuale e/o focalizzare in modo altamente selettivo l’attenzione su parti del corpo non genitali; il Disturbo da Travestitismo, cioè ricerca dell’eccitazione sessuale attraverso il travestimento (Cross-dressing).

Terapia masochismo

Il mancato soddisfacimento del desiderio intenso ed inesaudibile d’amore che porta il masochista a tormentare il prossimo, a lamentarsi della sua sofferenza e provocare gli altri nella speranza di una loro reazione di attenzione è anche la sua principale difficoltà dell’individuo a riconoscere di avere un serio problema personale oltre che relazionale che lo porta a dare colpa agli altri per ciò che vive. Il trattamento si rivela complesso perché il soggetto prova una considerevole vergogna nell’ammettere le sue problematiche, pertanto la terapia del masochista deve porsi l’obiettivo principale di riuscire a liberare la persona dell’enorme fardello che porta sulle spalle.

Come curarsi dal masochismo

La cura del disturbo masochistico e del disturbo sadico trova nella psicoterapia psicoanalitica o nella psicoterapia ad orientamento introspettivo il trattamento elettivo in quanto permette di apprendere consapevolmente e di analizzare le difficoltà emotive che stanno alla base delle problematiche descritte.
 Può essere consigliabile per coloro che vivono una situazione di coppia, la terapia di coppia e la sessuologia al fine di modificare particolari comportamenti devianti, ad esempio la sottomissione e il dominio, il travestitismo, il feticismo, la perversione, l'autosabotaggio, l'autoinflizione, l'autopunizione, sostituendoli gradualmente con interessi adeguati ai bisogni affettivi attuali. In alcuni casi, in base alla gravità del disturbo, può essere consigliabile associare un trattamento farmacologico a quello psicologico con lo scopo di aiutare a ridurre l’ansia e l’angoscia legata agli impulsi masochistici e sadici così da poter meglio contrastare l'intensità e la frequenza dei sintomi tipici del disturbo masochistico e sadico.

Bibliografia

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Nancy Caretti V. Schimmenti A . McWilliams., La diagnosi psicoanalitica, Ed. Astrolabio Ubaldini, 2012

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Reik T.,Il masochismo nell’uomo moderno, Sugar Editore,1963



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