Male di vivere: psicologo Avezzano

male di vivere

Post Settanta

15 Sep 2019 - pubblicato ad Avezzano, da Floriana De Michele

Male di vivere

“Io mi sentivo strano, come se non potessi mai più essere felice.” (tratto dal libro di J.K. Rowling. Harry Potter il prigioniero di Azkaban)

J.K.Rowling, la famosa autrice della saga sul maghetto Harry Potter, usa molto spesso allegorie molto significative per spiegare i diversi stati d’animo umani.

In questo caso la citazione si riferisce ai dissennatori, personaggi malvagi della saga, che rappresentano metaforicamente gli stati depressivi.

Il mal di vivere è decisamente il male del nostro secolo, eppure la nostra è una società caratterizzata dallo sviluppo di tecnologie, è avanzata, ricca di possibilità, insomma non è esattamente il medioevo! Viene da chiedersi come mai il male di vivere oggi sia così diffuso.

E’ vero che la nostra società è caratterizzata dal benessere economico, ma è vero anche che è una realtà consumistica. L’accumulo di oggetti nel tempo sembra aver sostituito lo sviluppo di risorse personali utili a far fronte alle difficoltà ed oggi abbiamo dimenticato l’importanza di allenarsi alla resilienza, oltre che in palestra. Pare che Socrate abbia detto una frase come: ‘Lascia che i tuoi figli abbiano sempre un pò di freddo e un po’ di fame se vuoi che siano felici’. Ma che cos’è di preciso questo male di vivere?

Tristezza e stati depressivi

Intanto facciamo una distinzione fra tristezza e stati depressivi, affinché non si arrivi a pensare che siamo tutti depressi. La tristezza è uno stato emotivo passeggero che tutti noi conosciamo ed è dovuto a determinate situazioni, spesso è un’emozione necessaria, una richiesta di aiuto e anche, a volte, un momento di crescita.

Lo stato depressivo ha i suoi criteri e sono racchiusi nel DSM che spiega come fare la diagnosi di depressione che per essere esatta deve rispettare i seguenti punti:

  • la perdita di interesse per cose o situazioni da cui in passato si ricavava piacere (anedonia)

  • l’insorgenza di pensieri pessimistici

  • Visione pessimistica del futuro

  • la perdita di appetito

  • stati di insonnia,

  • generale rallentamento motorio

  • l’incapacità a concentrarsi e focalizzare il pensiero sulle azioni che si stanno compiendo

  • calo o mancato interesse per il sesso

  • Ricorrenti pensieri di morte

  • Significativa perdita di peso o aumento di peso, perdita o aumento dell’appetito nella quasi totalità dei giorni.

I sintomi, per essere inquadrati in un quadro significativo dal punto di vista patologico devono presentarsi da almeno due settimane e essere presenti per tutto il giorno e senza che ci siano eventi scatenanti.

Quello appena descritto è il disturbo depressivo maggiore, se volete approfondire l'argomento.

Tra le forme depressive, esistono casi anche i casi in cui si alternano stati di depressione a momenti di euforia, la cosiddetta ‘depressione bipolare’ (se vuoi saperne di più clicca qui)

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Le ricerche hanno scoperto due cause principali:

  • il fattore biologico, ovvero la predisposizione genetica verso questa malattia;

  • il fattore psicologico, riguarda la nostra storia, gli eventi che hanno caratterizzato le nostre vite, le nostre esperienze (specie quelle infantili) a volte possono renderci più vulnerabili alla malattia.

I due fattori interagiscono ma in ogni caso non necessariamente sono sufficienti per lo sviluppo della malattia. A volte è necessario un evento scatenante, o una situazione molto stressante, qualcosa di inaccettabile, per arrivare a sviluppare il disturbo. Uscire dallo stato depressivo è certamente possibile, il primo passo e chiedere aiuto e affidarsi a professionisti del settore, psicologi e psicoterapeuti per la cura psicologica e a psichiatri per la cura farmacologica perché le risorse dentro di noi ci sono già, abbiamo bisogno però, di essere orientati e sostenuti certe volte.

“Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.” Kahlil Gibran)

Bibliografia

American Psychiatric Association. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione. A cura di Biondi M. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.

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