Anoressia Nervosa e Giovani : I Gruppi Pro Ana

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28 Giu 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Una richiesta di AIUTO da Instagram

Giovani in costante lotta con il disagio se ne trovano in ogni luogo e in ogni momento. Uno dei problemi che maggiormente affliggono le nuove generazioni sono i disturbi alimentari, che probabilmente rappresentano il segnale degli attaccamenti affettivi precari delle società attuali.

Una richiesta d’aiuto , ad esempio, mi perviene dal noto social Instagram, da parte di un ragazzo che mi permette di entrare nel mondo giovanile in modo nuovo: la sensazione è che tutto sia emergenza psicologica. Di seguito il dialogo intercorso tra noi qualche giorno fa:

GP “ Buongiorno avrei bisogno di un consiglio, potrebbe aiutarmi gentilmente?”

F ” Buondì dimmi pure se posso volentieri”

GP” praticamente c’è una ragazza che conosco che si vede grassa e non riesce a farsi vedere in giro, però vedendola è davvero bella e soprattutto non è grassa, per questo vuole entrare in uno dei gruppi “pro ana” perché vuole dimagrire rapidamente e non le importa delle complicazioni e dei rischi che potrebbe incorrere, io ho provato a darle consigli ma non mi vuole ascoltare non so cosa dirle per aprirle gli occhi per questo chiedo se può darmi qualche consiglio”

F “ in questi casi è difficile convincerla negando quello che lei afferma e cioè che è grassa perché lei ha una difficoltà molto seria nel riconoscere la realtà! Bisogna ascoltarla farla sfogare cercare di capire se la sua famiglia sa di questo suo problema e magari farla ragionare un po’ di farsi aiutare da un nutrizionista bravo che le dia buoni consigli dietetici, insomma trovare un modo sano per assecondarla ma anche farle prendere coscienza che il suo problema non è il grasso, ma la dipendenza dal cibo, magari andare da uno psicoterapeuta che l’aiuta a controllare la dieta insieme al nutrizionista e per questo i suoi genitori e la sua famiglia sono fondamentali”

GP “ le ho detto infatti di provare con i suoi genitori ma non vuole farlo, se abitassi vicino a lei andrei io direttamente dai suoi ma purtroppo non mi è possibile… lei è venuta a conoscenza di questi gruppi WhatsApp che davvero fanno il lavaggio del cervello e ho paura che da un momento all’altro possa entrarci”

F ” Se conosci qualche sua amica potresti coinvolgerla e farti dare un contatto dei suoi genitori altrimenti accompagnarla tu stesso presso uno psicologo di un centro di salute mentale o di un consultorio familiare per un Aiuto diretto, altrimenti tu più di quello che fai, che è già tanto, non puoi fare altro, spero di averti aiutato un po’, auguri”

GP” grazie mille davvero”.

Cos'è l'anoressia?

L’Anoressia consiste in un rifiuto del cibo che può condurre fino al disgusto. Essa può essere un sintomo che insorge in varie malattie in modo transitorio o duraturo, ma può essere una vera e propria Sindrome con caratteristiche psicologiche autonome.

Descritta per la prima volta a partire dal V-IV secolo a.c., deriva dal greco an (privazione mancanza) e orexis (appetito). E’ una psicopatologia di tipo alimentare classificata nel DSM-5 insieme ad altri disturbi alimentari e comprendono, oltre all’anoressia, bulimia, binge eating disorder, pica, disturbo da ruminazione, disturbo evitante-restrittivo. L’Anoressia nervosa è il quarto Disturbo della nutrizione e dell’alimentazione descritto i cui criteri diagnostici riguardano:

  • la restrizione nell’assunzione di calorie ed il peso corporeo significativamente basso, inferiore al minimo normale;
  • l’intensa paura di aumentare di peso o ingrassare e un comportamento insistente che interferisce con l’aumento di peso pur essendo significativamente basso;
  • la rappresentazione mentale del proprio corpo alterata, che porta ad una costante sensazione di essere in sovrappeso e la mancanza di riconoscimento della gravità dell’attuale condizione di sottopeso.

Si possono distinguere due modelli anoressici: il primo con restrizioni in cui la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta rigida, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva negli ultimi 3 mesi; il secondo in cui la la persona negli ultimi 3 mesi frequentemente ricorre ad episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

Livello di gravità attuale.

Può essere di vario grado:

  • Lieve: Indice di massa corporea >= 17 kg/m2
  • Moderato: Indice di massa corporea 16-16,99 kg/m2
  • Grave: Indice di massa corporea 15-15,99 kg/m2
  • Estremo: Indice di massa corporea minore di 5 kg/m2

Quando, dove e come fare il trattamento.

La famiglia è il primo spazio relazionale dove il problema alimentare (anaoressia e bulimia) si manifesta anche con la richiesta di una semplice dieta da parte della persona, a maggior ragione, se è un bambino/a o un ragazzo/a.

Il gruppo degli amici è un altro luogo privilegiato per la manifestazione del disturbo alimentare.

L’Anoressia nervosa, e l'anoressia mentale , se non viene trattata in tempo e con metodi adeguati può compromettere molto seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo: il sistema cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico sono messi alla prova duramente. Nei casi gravi l’anoressia nervosa conduce alla morte e si muore 5-10 di più rispetto alle persone sane della stessa età e sesso.

L’insorgenza di questo disturbo alimentare non riguarda più solo gli adolescenti , ma va a colpire anche bambini in età di 8-9 anni (anoressia infantile), con conseguenze psicologiche e organiche molto più gravi dovute ai danni permanenti secondari alla malnutrizione, ad esempio alle ossa e al sistema nervoso centrale che non hanno raggiunto una piena maturazione.

L’intervento, perciò, dovrebbe essere il più precoce possibile. E’ possibile rivolgersi ad uno psicologo e psicoterapeuta che avendo gli strumenti mentali per far elaborare il problema può mettere in contatto la persona anche con centri specializzati all’accoglienza e al trattamento del disturbo alimentare (www.disturbialimentarionline.it) anche in base all’età e al sesso del paziente e, comunque, potrebbe promuovere la collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni (dietisti, specialisti in medicina interna, psichiatri, pediatri) affinché la diagnosi e la presa in carico sia tempestiva all’interno di un percorso multidisciplinare e di un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine.

Se hai bisogno di un consulto o di aiuto io sono disponibile! 😉 Puoi contattarmi compilando il form qui sotto o semplicemente tramite whatsapp Chiamami con Whatsapp

Gruppi Pro Ana

In rete si organizzano gruppi di ogni genere in base ad argomenti più disparati e troppo spesso si tratta di gruppi in cui le persone condividono problemi di salute e si supportano cercando di trovare soluzioni che a volte sembrano magiche. I gruppi pro ana attivi (Ana ovvero anoressia nervosa) sembrano essere delle vere e proprie sette. Vi accedono soprattutto ragazze o donne giovani che hanno l’obiettivo di vivere il mito della bellezza come magrezza assoluta e che , pertanto, si può raggiungere soltanto alienandosi dalla realtà, disconoscendo il proprio corpo e la propria identità.

I gruppi pro ana su telegram, i gruppi pro ana su whatsapp, le chat di gruppi pro ana, appaiono così la soluzione onirica dove sogno e realtà si confondono, ma come entrare sui gruppi pro ana ? ad essi si può accedere solamente se si rispettano regole ben precise. Prima regola è non mangiare!

Si viene incoraggiati da una lettera o da un post firmato “Ana” a diventare soci e si danno consigli per diventare anoressici: prendere lassativi, contare le calorie, farsi del male per punirsi. Si invitano i seguaci ad adottare strategie per non farsi scoprire. E troppe sono le richieste sul web di ragazze che pubblicano i loro cellulari nella speranza di essere inserite in questi gruppi. Di seguito riporto degli esempi:

“Ciao ragazze ho urgente bisogno di dimagrire con il vostro sostegno... potrei essere aggiunta in un gruppo grazie ! Questo è il mio numero è…………..

“ Ciao !!! Mi presento : -mi chiamo …….-ho sedici anni -sono alta 1,64 m -peso 50 kg circa -aspiro ai 45 kg. Ho deciso di iniziare la mia prima grande dieta a capodanno 2015, soprattutto perchè mio padre continuava a dirmi di stare attenta alla linea, che se fossi aumentata non andava bene, che superata la fase di sviluppo sarebbe poi stato difficile perdere peso, e cose così ... Così quella sera ho deciso di iniziare una dieta fai da te, dopo la befana ho cominciato a mangiare più sano, ad eliminare i carboidrati e aumentare l'insalata, anche se poco. Delle volte saltavo dei pranzi, ma semplicemente perchè non avevo fame, non per altri motivi . Dal 1 gennaio 2016 che pesavo 60,2 kg sono arrivata al 30 giugno 2016 a 52,60 kg. Poi con le vacanze ho iniziato a lasciar perdere la dieta, perchè avevo raggiunto abbastanza dei buoni risultati. Al mare ho capito che dovevo perdere ancora qualcosa, così ho deciso che una volta finiti i viaggi delle vacanze, avrei iniziato una dieta. Prima dell'ultima vacanza (circa il 23 agosto 2016) , dove ho mangiato un sacco, ma camminavo moltissimo, pesavo 52,5 kg circa, e quando sono tornata (30 agosto 2016) pesavo 53,4 kg , per fortuna solo un chiletto. Ero abbastanza terrorizzata dall'idea di cadere nell'anoressia che mi ero stabilita come limite 50 kg, che era un modo di guardare il peso, ma il mio vero obbiettivo era quello di guardare se la pancia diventava piatta. Quando finalmente avevo raggiunto il mio obbiettivo , il 17 settembre 2016 pesavo ufficialmente 50 kg e avevo la pancia piatta come volevo ! per festeggiare mi sono concessa un week-end con cibo, senza dieta. Il più grande errore che potessi fare, perchè la pancia era tornata esattamente come prima e il 21 settembre pesavo 51,9 kg, volevo morire. Così un giorno, vagando su instagram , ho visto un post con la "Healthy Skinny Girl Diet", di kcal mi sembrava abbastanza abbordabile e il 30 settembre l'ho iniziata. Il problema è che mi sembrava ci fossero troppe kcal e ciò non mi teneva abbastanza a regime così il 10 ottobre ho iniziato la "Skinny Girl Diet". Da inizio settembre ho iniziato ad indurmi il vomito per svuotarmi dal cibo in eccesso, e continuo tutt'ora.

“va malissimo ... continuo a cedere ... in queste settimane non seguo nessuna dieta, non ci riesco, anzi, mi compro del cibo apposta per potermi abbuffare senza così dover saccheggiare la dispensa ed essere così sgamata da mia mamma... sto abbastanza delirando ... sarà la fine del quadrimestre e la consapevolezza di essere una fallita anche scolasticamente ... non ho nessuno con cui parlare di queste cose, non mi sento a mio agio, mi sentirei solo accusata ... e se dicessi qualcosa alle mie amiche sono sicura che mi fermerebbero e che lo direbbero ai miei genitori e non sono disposta a rinunciare al mio obbiettivo !!!alcune volte ho questi vuoti, come una depressione assoluta, noia ... solo la musica riesce a tirarmi un po' su di morale, ma non sempre ... ovviamente sfogo tutto sul cibo, e non va bene e lo so ...vita sociale ?? sempre uno schifo ... c'è qualcosa che va veramente bene ?!?ovviamente no e dopo questo noiosissimo post vi auguro una buona notte un bacio”

Le ragazze rischiano di più.

Anche gli uomini soffrono di disturbi alimentari di questo tipo (anoressia maschile) , ma a soffrirne generalmente sono le donne tra i 12 e i 25 anni con una maggiore frequenza tra i 14 e i 18 anni e l’età si sta abbassando agli 8-10 anni! Sono questi gli anni della pubertà e poi dell’adolescenza quando il corpo è predisposto ai cambiamenti che portano alla maturità oltrepassando il periodo infantile e che notoriamente provocano di per sé problemi di identità per il mancato riconoscimento del Sè laddove si stia strutturando con una fragilità. Il Sé ovvero l’estensione psichica del corpo. L’anoressia sembrerebbe rappresentare lo sforzo di non diventare adulti mantenendo la struttura del corpo infantile.

Anoressia nervosa: fenomeno sociale.

I gruppi pro-Ana che esaltano l’anoressia raccolgo centinaia di richieste di adesione. La gravità di tale fenomeno richiede un controllo importante e serio dei siti web da parte della Polizia poiché l’anoressia può essere considerata una forma di suicidio inconsapevole da parte di chi la pratica. Nel 2013 è stato presentato in Senato un disegno di legge, purtroppo non ancora approvato. La proposta di legge intitolata “Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia o la bulimia” afferma: “Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l’anoressia o la bulimia e ne agevola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino ad 1 anno. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona minore degli anni quattrodici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni”.

Prevenire è meglio che curare.

La famiglia prima di tutti è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella sorveglianza di una crescita sana dei propri figli ma essa non può essere lasciata sola nell’ affrontare fenomeni di questo tipo. E’ necessario che la società garantisca la crescita sana dei suoi cittadini attraverso l’ offerta di interventi sanitari appropriati, di programmi informativi specializzati che garantiscano la prevenzione e assicurino stili di vita sani.

I Consultori Familiari con i loro programmi di educazione sanitaria alla sana affettività e sessualità, alla genitorialità allo sviluppo del rapporto con il cibo svolti in collaborazione con gli istituti scolastici di vario ordine e grado potrebbero fare molto per formare ed informare i ragazzi e le famiglie.

L’azione preventiva tuttavia potrebbe essere svolta anche con interventi istituzionali finalizzati a punire chi incita all’anoressia.

BIBLIOGRAFIA

Vandereycken W., Van Deth R., Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche. Il rifiuto del cibo nella storia, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1994.

Bell Rudolph M., La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, Economica Laterza, 1 ed., Roma-Bari, Editori Laterza, 1998.

Quaderno del Ministero della Salute n. 29 , settembre 2017 ", Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei pazienti con Disturbi dell’alimentazione (DA)



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