Convivenza o Matrimonio: felici sotto lo stesso tetto

convivenza matrimonio

Post Nove

17 Apr 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Convivenza o matrimonio, questo è il dilemma! Non esiste una regola, tanto meno un elisir d’amore o una ricetta universale che assicuri il successo della vita di coppia. Certo è che quando ci si ama, si vuole trascorrere tutta la vita insieme all’altra persona. L’unico modo per scegliere se sposarsi o convivere è o prendere la decisione in maniera istintiva oppure … valutare i pro e i contro tra convivenza e matrimonio attentamente.

Se siete indecisi se sposarvi o meno, probabilmente fare una lista di pro e di contro tra convivenza e matrimonio vi aiuterà a capire quello che volete e, di sicuro, a capire se siete pronti per prendere la decisione giusta per voi. Non si guarda solo il lato economico dei vantaggi e degli svantaggi, ma anche quello sociale e sentimentale. Andiamo a vedere quale è – e se esiste - la reale differenza tra convivere e sposarsi, tra conviveenza di fatto, o convivenza more uxorio, o convivenza civile che sia.

Convivenza: pro e contro

Convivere certamente può essere vista da tanti come un “test” della solidità di coppia prima del grande passo. Molti credono che sia una scelta meno impegnativa rispetto al matrimonio sia dal punto di vista economico che sociale, e non hanno tutti i torti. Vediamo perché:

Pro

Dal punto di vista affettivo e sentimentale ci si sente più liberi di amarsi, di continuare ad avere le proprie abitudini, più liberi di pensare al futuro senza paura delle conseguenze negative provocate il fallimento della relazione. Economicamente parlando, si risparmia sulla cerimonia, sugli invitati e sul tempo che si dovrebbe impiegare per organizzare tutto il ricevimento! Inoltre, in caso di separazione non si devono affrontare costi di divorzio. Se si sceglie di avere dei figli, la buona notizia è che dal 10 dicembre 2012 con la legge n.219 non esiste più la differenza tra figli naturali (nati fuori dal matrimonio) e figli legittimi (nati da genitori sposati), garantendo così più tutele e sicurezza a tutto il nucleo familiare. A livello sociale di sicuro la convivenza appare come una scelta più “intima” in quanto non c’è il riconoscimento né istituzionale né religioso.

Contro

La seccatura è doversi scontrare con chi ritiene che le coppie di fatto siano coppie di serie B, o coppie che non si amano veramente, tanto da prendere la scelta di sposarsi. Convivenza o matrimonio : quali differenze legali ? Dal punto di vista legale, nonostante i grandi passi fatti per il riconoscimento dei figli, esistono ancora delle lacune: non esistono il diritto di fedeltà, l’obbligo di mantenimento in caso di separazione, la comunione di beni, la pensione di reversibilità, l’eredità al convivente (anche se può essere inserito nel testamento come destinatario dei beni e averi). E il matrimonio? Vediamo cosa si nasconde dietro questa scelta!

Matrimonio: pro e contro

Convivenza o matrimonio : e la Chiesa ? La grande e lampante differenza tra il matrimonio e la convivenza è il rito di passaggio, la funzione religiosa, è l’evento, è la festa che sancisce che da quel momento in poi la coppia viene dichiarata Marito e Moglie! A testimoniarlo sarà la fede al dito! Vediamo anche per il matrimonio le due facce della stessa medaglia:

Pro

Di sicuro sposarsi per molte donne e uomini rappresenta la realizzazione di un sogno o il raggiungimento di un obiettivo tanto sperato. Altrettanto certo è che il matrimonio viene visto come la più grande conferma dell’amore reciproco. Questo, psicologicamente, rafforza e rassicura la coppia, la rende unita e pronta a crearsi una famiglia tutelata e rispettata sia sul piano legale che sociale. Infatti il matrimonio consiste in una celebrazione pubblica in cui sono presenti, non a caso, i cosiddetti “testimoni” che, appunto, testimoniamo l’unione tra i due amanti. Convivenza o matrimonio : e i diritti ? Inoltre, avere la fede al dito comunica di per sé lo status della persona, influenzando così l’interazione sociale tra colleghi o appena conoscenti. Nella gestione familiare e sociale, di fronte alla Legge e alla Chiesa , i coniugi hanno gli stessi diritti e doveri, in caso di malattia o di separazione o di difficoltà generiche.

Contro

Partiamo dalla gestione dell’economia: la sola organizzazione della cerimonia è una grande spesa che, a volte, coinvolge tutta la famiglia sia della donna che dell’uomo. Sul piano psicologico, a volte le persone potrebbero, anche dopo poco tempo, cominciare a sentirsi stretti e non a proprio agio nello status di “coniugi”, andando così a influenzare negativamente la vita di coppia. Inoltre, può accadere frequentemente che la scelta di sposarsi venga presa in modo impulsivo, ma non è detto che questo sia un modo sbagliato di arrivare al “sì”. Il problema è che se il futuro della coppia sarà roseo, allora ogni giorno diventerà la conferma della scelta presa, se invece la relazione finirà allora le conseguenze costeranno care non solo economicamente (spese di divorzio, etc..) ma soprattutto psicologicamente, pentendosi di aver preso quella scelta così importante in modo impulsivo.

Quale è la scelta giusta?

Meglio la convivenza? Meglio il matrimonio? Non esiste una risposta “a priori”. Ciò che veramente una coppia deve chiedersi è: cosa è meglio per noi? Ognuno nella coppia deve capire e sentire quale è il modo giusto per sè di affrontare la vita di coppia, per poi discuterne con il partner. Abbiamo visto come entrambe le scelte hanno aspetti positivi e negativi, per questo non sono una meno dell’altra. Essere conviventi o essere sposati non sminuisce il sentimento né la voglia di vivere insieme. Infine, per rispondere alla domanda “quale è la scelta giusta?”, si può dire che all’interno di una coppia, che sia sposata o di fatto, non devono mancare fiducia, condivisione, amore, ma soprattutto la capacità di comunicare. Infatti è il saper comunicare che spesso mantiene unite nel tempo le persone. Le coppie che assumono dei comportamenti distruttivi verso l’altro come il gridare, fare critiche personali o ritirarsi dalla discussione, sono più soggette alla rottura rispetto alle coppie che invece si confrontano in modo costruttivo, cercando di capire ciò che il partner prova, ascoltando il suo punto di vista.

Lo Psicologo o Psicoterapeuta di coppia (io lo sono! 😜) può aiutare a migliorare la comunicazione di coppia, a trovare nuovi modi di interazione per andare oltre il conflitto e oltre le situazioni stressanti che inevitabilmente vengono a crearsi in una vita condivisa. Programmi di istruzione coniugale che possono insegnare abilità come la buona comunicazione, l’ascolto efficace ed attivo, e la gestione dei conflitti possono ridurre il rischio di divorzio e di separazione. Se hai bisogno di un aiuto o anche un consulto chiamami con whatsapp o compila il form qui sotto!



Se hai trovato interessante questo articolo, puoi leggere anche: Viaggiare è essere felici, ma talvolta fa paura.


Chiamami con Whatsapp

Chiamami: 3391249564

Mandami un messaggio

Nome

E-mail

Oggetto

Messaggio