Separazione conflittuale e affidamento: interviene il CTP.

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3 Apr 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

Separazione conflittuale : figli e genitori.

Quando una coppia avvia le procedure di separazione, le dinamiche raramente sono prive di conflitti, rabbia e risentimenti. Queste emozioni influenzano il comportamento tanto da creare situazioni conflittuali e difficili da affrontare specialmente per i figli che si trovano ad essere spettatori inermi della “follia” dei propri genitori. Sarebbe opportuno non coinvolgerli nei contrasti coniugali e far capire loro che anche se non esisterà più la “coppia”, il ruolo dei genitori non cesserà. La conflittualità genitoriale è a rischio abuso psicologico. La maggior parte delle volte però questo non accade e i minori vengono strumentalizzati e utilizzati come armi per ferire l’ex coniuge facendo leva soprattutto sul senso di colpa: “Come faranno i bambini senza di te?”, “È colpa tua se nostro figlio si comporta così”, “Se mi togli la casa quale futuro assicuri a tuo figlio?” etc. E così il dolore e il rancore accecano la razionalità, facendo passare in secondo piano la protezione e la cura per i figli, che invece dovrebbe essere la priorità. Per far valere i propri diritti di padre/madre, ci si rivolge agli avvocati che, a costo di vincere e tutelare gli interessi del proprio cliente, alimentano le dinamiche conflittuali invece di attenuarle. Solitamente avviene che nella separazione c'è affidamento figli alla madre. Chi ne risente maggiormente è proprio il minore coinvolto. Un coinvolgimento lungo, stressante: la battaglia legale può durare anche anni e il Giudice, intenzionato ad arrivare ad una conclusione del caso, nomina un suo Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), spesso Psicologo o Neuropsichiatra infantile, in qualità di ausiliare di fiducia super-partes che possa acquisire informazioni “specialistiche” per effettuare una consulenza dettagliata sul caso. Le parti, allo stesso tempo, possono decidere di nominare un Consulente Tecnico di Parte (CTP), uno per il padre ed uno per la madre. Questo è CTP per separazione ed affidamento.

Relazione CTP in separazione

Il CTP nominato ha il compito di sorvegliare e monitorare l’operato del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Giudice), assistendo a tutti gli incontri e, se è il caso, di muovere delle critiche relative alla metodologia utilizzata dal CTU nell’intervistare il minore. Lo scopo unico del CTP è quello di tutelare l’interesse esclusivo della prole, anche ammonendo e intervenendo sugli atteggiamenti poco collaboranti sia del proprio cliente, sia dell’avvocato che gli ha dato l’incarico. Il Consulente Tecnico di Parte nella maggior parte dei casi è uno Psicologo o Psicoterapeuta (quindi iscritto all’Albo professionale) con competenze specifiche e specializzazioni in Psicologia Giuridica, in quanto deve avere la perfetta conoscenza delle leggi e sentenze, delle dinamiche legali di separazione giudiziale o non oltre ai risvolti psicologici sui figli e genitori. Infatti si può affermare che il CTP ha funzioni equiparabili all’avvocato difensore, in quanto compie veri e propri atti difensivi per le parti. In quanto professionista ed iscritto all’Albo, deve inoltre rispettare il proprio codice deontologico, operando con legalità e moralità e, soprattutto, con spirito di autonomia non essendo subordinato alla volontà del legale o delle parti. Di fronte al Giudice la consulenza di parte non ha valore di prova ma di indizio che potrà essere liberamente apprezzato.

Cosa fa il CTP psicologo

È importante specificare che la nomina del CTP non è un obbligo ma una facoltà per l’avvocato e per le parti. Allo stesso modo, il CTP non ha l’obbligo di prestare giuramento e può rifiutare l’incarico senza dare motivazioni specifiche.

Prima di accettare l’incarico, il CTP deve effettuare almeno un colloquio con il cliente e confrontarsi con l’Avvocato. Il cliente potrebbe pensare di avere dalla sua parte un difensore in più oltre l’Avvocato, sentendo di avere un’arma in più contro il suo/la sua “ex”. Compito del CTP è proprio eliminare questa credenza, spiegando al cliente che “essere di parte” significa fornire supporto e tutelare prima di tutto gli interessi del minore coinvolto nel procedimento. Infatti, in virtù della correttezza, il CTP può decidere di non prendere l’incarico se intravede e percepisce dai primi colloqui che il suo potenziale cliente mette in atto volontariamente una serie di comportamenti per ostacolare in tutti i modi l’ex coniuge (ad esempio convincere il figlio del mal comportamento del padre o della madre). Deve invece obbligatoriamente evitare l’incarico in caso di amicizia o parentela e se ha già avuto rapporti di natura professionale clinica con il cliente. A incarico accettato, il Consulente Tecnico di Parte può:

  • effettuare “note critiche” al CTU mediante verbale che si redige ad 
ogni fine incontro; 

  • chiedere un momento di confronto con il CTU e con il CTP dell’altra parte per condividere la metodologia scientifica da utilizzare nella Consulenza;
  • assistere a tutti gli incontri di consulenza con esclusione di quelli di somministrazione dei test psicologici ai minori;
  • chiedere gli audio o le videoregistrazioni degli incontri di psicodiagnostica del CTU ai quali il CTP non può assistere;
  • chiedere al CTU approfondimenti e altri incontri consulenziali.

Rapporto tra CTP psicologo e CTU nelle cause e processi civili di separazione

Il CTP non può incontrare i minori al di fuori della CTU, interagire con i minori durante gli incontri senza l’autorizzazione del CTU.
Dal punto di vista psicologico il CTP, essendo professionista in materia clinica e psicologica, deve supportare il cliente cercando di aiutarlo ad uscire dalla spirale del conflitto, facendogli comprendere che ha delle responsabilità genitoriali e che deve tutelare anche lui il benessere fisico e psicologico del proprio figlio /dei propri figli. Quindi, contribuisce a ristabilire un clima sereno e di collaborazione sia tra le parti, sia tra i legali. Ai fini della non-conflittualità e senza mai dimenticare il proprio ruolo, il CTP non dovrebbe lasciarsi coinvolgere da simpatie e antipatie. In virtù di questo, deve evitare attriti con il CTU, sforzandosi di non attaccare mai il professionista nominato dal Giudice sul piano personale, ma di criticare esclusivamente la sua consulenza evitando riferimenti personali (“ha giudicato male”, “ha sbagliato”, “È incompetente”).
Al momento della stesura delle osservazioni da consegnare al Giudice, il CTP deve cercare di essere quanto più sintetico possibile, essendo capace di mettere in evidenza i punti sostanziali, tenendo conto dell’ipotesi in cui l’attenzione del Giudice, non avendo tempo di leggere pagine e pagine di testo di report, si focalizzerà sulle conclusioni.

Compiti CTP psicologo e perizia CTP psicologo

Appare chiaro quanto il ruolo del Consulente Tecnico di Parte possa divenire cruciale nelle cause civili di affidamento e di valutazione delle capacità genitoriali; egli non ha soltanto il ruolo di effettuare “critiche” e riserve al lavoro del Consulente Tecnico di Ufficio nominato dal Giudice, ma ha anche il compito di gestire e mediare le dinamiche conflittuali tra le parti. L’ideale sarebbe lavorare a stretto contatto con il CTU con il condiviso obiettivo di salvaguardare il benessere psicofisico del minore. Sembra quindi che il lavoro del CTP sia estremamente impegnativo, poiché impegnato sia sul piano legale sia su quello psicologico. La domanda sorge spontanea: quanto costa avere un CTP dalla propria “parte”? Quanto una perizia psicologica di un CTP preparato ? La risposta non può essere diretta e non è possibile fare una stima poiché la retribuzione viene calcolata sulla base di una parcella professionale e delle tariffe esistenti nel settore in cui opera. Se hai bisogno di un CTP affidabile e competente sono a tua disposizione. 😃 Compila il form qui sotto.

La parte, in caso di vittoria, potrà recuperare la spesa attribuendola alla parte che ha perso la causa.



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