Attacco di panico.

attacco di panico

Post Quattro

17 Feb 2018 - pubblicato da Floriana De Michele

L'Attacco di panico

Gli attacchi di panico possono essere descritti come un sabotaggio all’integrità della persona che lo vive. L'attacco di panico arriva, ci travolge e se ne va, lasciando dietro di sé una potente scia che resta impressa nella memoria.

Nietzsche asseriva che cio' che non distrugge rende piu forte.

Nietzsche, forse però non soffriva di attacchi di panico altrimenti avrebbe saputo che conviverci non rende affatto più forti, anzi!

Magari si può convivere con uno stato di ansia per un po’ ma poi si sa che questa o porta agli attacchi di panico o a malattie psicosomatiche e a quel punto si è costretti a chiedere aiuto.

L’ansia di per se non è una malattia ma solo un segnale d’allarme fisiologico e serve per la difesa da pericoli interni ed esterni alla persona che generalmente proprio perché la vive in modo naturale ci convive a lungo e non la tratta come un vero e proprio problema aspettando e sperando che scompaia da sè.

Ed ecco perché la psicoterapia psicoanalitica è la terapia di elezione: essa aiuta a comprendere il motivo della presenza importante dell’ansia (che altrimenti acquista forza propria indipendentemente dalla volontà della persona ), aiuta a capire cosa si nasconde dietro di lei. Un ottimo aiuto è confrontarsi nei gruppi le esperienze di ansia di ognuno perciò anche occasioni come questa dov’è ognuno si racconta può essere utile con l’aiuto di un esperto.

Per capire cosa sia realmente l’attacco di panico è necessario approfondire l’argomento (leggi l'articolo su attacco di panico).

Panico: cos’è?

Il panico è uno stato emotivo caratterizzato da un senso di estrema paura o di morte imminente. Il soggetto con panico sente la minaccia come “presente”, si sente esattamente dentro la situazione temuta, ossia “dentro la minaccia”.

È un intenso arousal (stato di attivazione) che prepara alla lotta o fuga. Il panico, in questo senso, è l’emozione che accompagna la gestione dell’emergenza. Ma come si manifestano gli attacchi di panico e quali sintomi fisici per gli attacchi di panico ?

Attacco di panico: sintomo + sintomo.

Un attacco di panico viene definito come un momento preciso di intensa paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di 10 minuti:

  • palpitazioni o tachicardia;

  • sudorazione;

  • tremori fini o grandi scosse;

  • sensazione di soffocamento;

  • sensazione di asfissia;

  • dolore o fastidio al petto;

  • nausea o disturbi addominali;

  • sensazioni di sbandamento, testa leggera o svenimento;

  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi);

  • paura di perdere il controllo o di impazzire;

  • paura di morire;

  • parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio);

  • brividi o vampate di calore.

Gli attacchi di panico notturni sono quelli che si verificano durante il sonno.

Disturbo di panico: attacco + attacco.

Il Disturbo è caratterizzato da attacchi di panico inaspettati (cioè non associati ad uno stimolo situazionale, che si manifestano “a ciel sereno”) e ricorrenti, con una persistente preoccupazione di avere altri attacchi.

Clinicamente, se gli attacchi di panico persistono per un periodo di 6 mesi in modo continuativo, allora viene diagnosticato il Disturbo.

Paura della paura

Quali le cause scatenanti degli attacchi di panico ? Gli Attacchi di panico si verificano quando le persone percepiscono come molto pericolose alcune sensazioni corporee e mentali oggettivamente innocue, cioè le interpretano come segnali di un’imminente e improvvisa catastrofe.

Ad esempio, un soggetto può avere un attacco di panico se interpreta:

  • la confusione mentale di un momento come un segnale di “impazzimento” o perdita di controllo della propria mente e dei propri comportamenti;

  • qualche secondo di tachicardia come il segnale di un infarto imminente;

  • un capogiro come segnale di svenimento improvviso.

Queste interpretazioni innescano un circolo vizioso di panico.

Attacchi di panico circolo vizioso

Il circolo che culmina in un attacco di panico si sviluppa quando uno stimolo viene percepito come minaccia incombente per il soggetto, creando uno stato di forte preoccupazione (ansia).

A questo punto il soggetto interpreta in modo catastrofico le sensazioni mentali e fisiche che accompagnano lo stato di ansia. Così, la persona convinta di essere in balia di una catastrofe tenderà ad allarmarsi ulteriormente, aumentando l’intensità delle sensazioni fisiche e mentali fino a far esplodere il vero e proprio attacco.

Un attacco di si può verificare in qualsiasi fascia d'età e frequenti sono anche gli attacchi di panico nei bambini.

E dopo l’ attacco di panico ?

Una volta che l’attacco di panico è avvenuto, intervengono una serie di fattori che contribuiscono a cronicizzare la situazione vissuta.

Le credenze catastrofiche si rinforzano a causa di comportamenti protettivi finalizzati ad evitare gli attacchi.

Comportamenti protettivi

I comportamenti cosiddetti protettivi contribuiscono a mantenere il Disturbo/ Attacchi di panico in due modi:

  • Impediscono la possibilità di disconfermare le interpretazioni catastrofiche.

  • Peggiorano i sintomi da cui ci si vuole difendere.

I comportamenti protettivi possono essere di quattro tipi:

  • 1. Evitamento: il paziente evita situazioni che ritiene favoriscano il panico (ad es. metropolitana, solitudine, etc.)

  • 2. Fuga: il paziente scappa da una situazione appena si presentano sensazione di panico o sensazioni considerate come l’inizio dell’attacco.

  • 3. Comportamenti di prevenzione della minaccia: serie di comportamenti messi in atto per gestire l’ansia anticipatoria. Ad esempio: il paziente, temendo che il capogiro sia un segno di collasso, cammina rasente al muro per evitare di svenire.

  • 4. Distrazione (evitamento sottile): cercare una distrazione per attenuare la paura. Ad esempio, un paziente teme di avere un attacco di panico in macchina imbottigliato nel traffico, decide allora di leggere un libro che ha sul sedile posteriore o di ascoltare musica con le cuffiette.

Trattamento dell' attacco di Panico

La psicoterapia psicoanalitica è indicata come il trattamento elettivo di Attacchi e Disturbo di panico.

Essendo il panico frutto di credenze, i rimedi e le cure dell'attacco di panico e quindi il trattamento, sarà centrato da un lato sull’interruzione di tutti i comportamenti che contribuiscono ad alimentare il disturbo (comportamenti protettivi), dall’altro sulla modificazione delle credenze che contribuiscono invece ad alimentare ansia e panico.

La terapia segue le fasi tipiche che sono qui riportate :

  • 1. Assessment: (indagine su tutti i comportamenti di evitamento messi in atto dal soggetto; individuazione dei circoli viziosi)

  • 2. Costruzione relazione terapeutica:

    • Condivisione

    • Psicoeducazione

    • Motivazione.

  • 3. Modificazione delle credenze patogene:

    • Ristrutturazione cognitiva

    • Accettazione dell’ansia e del rischio di panico

    • Esposizione Enterocettiva (esposizione a sensazioni collegate al panico)

  • 4. La prevenzione delle ricadute:

    • La ricostruzione della storia personale

    • Incrementare il senso di sé

Ristrutturazione cognitiva e accettazione del rischio di panico

La fase centrale del trattamento è la modificazione delle credenze patogene. .

L’intervento terapeutico consiste nell’identificare gli errori cognitivi (pensieri, credenze) e nel sottoporli ad un rigoroso esame di realtà.

Una volta che il paziente è divenuto consapevole dell’importanza dei suoi pensieri nello sviluppo e mantenimento del disturbo, il terapeuta può mettere in discussione la validità di quei pensieri.

L’obiettivo è “decatastrofizzare” le minacce percepite, per esempio attraverso domande di questo tipo:

“Cosa succederebbe se la tua paura più grande diventasse realtà? Sarebbe davvero così terribile?”.

Lo scopo è che il soggetto divenga consapevole tanto dell’inutilità e della disfunzionalità di tutti i tentativi di evitare l’ansia, quanto dell’impossibilità di sottrarsi ad essa.

“Quando sento che l’ansia inizia mi dico: non mi piace, ma non posso evitarla. Aspetto quindi che passi, perché so che se non faccio niente in pochi minuti si riduce”. Così svanisce anche l'attacco di panico.

A cura della Dott.ssa Floriana De Michele

Psicologa Psicoterapeuta



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