CORONAVIRUS. AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’. COME SI CAMBIA PER NON MORIRE

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Post OttantaCinque

29 Apr 2020 - pubblicato ad Avezzano ,da Floriana De Michele

COME CAMBIA LA SESSUALITA’

La necessità di ridurre i casi di Covid-19 e di contenere il contagio ha imposto l’impossibilità di avere contatti, di uscire e di frequentare posti, con la conseguente limitazione sempre più forte della socializzazione. Il Coronavirus è un potentissimo stressor a causa della paura del contagio che obbliga alla distanza fisica e psichica delle persone. La maggiore attenzione al rischio di contrarre la patologia ha condotto ad una totale revisione delle abitudini in termini di sicurezza, a partire dal sesso; la gente oggi tende a pensare in primis alla tutela della propria ed altrui salute, applicando precauzioni efficaci ed astenendosi dai comportamenti rischiosi. Con la pandemia c’è stato un radicale cambiamento del modo di vivere ed un consequenziale riadattamento: alla ridotta possibilità di occasioni ed incontri si è sostituita una forma di comunicazione a distanza, veicolata dalle strumentazioni tecnologiche. Quando si era liberi dai divieti ed indipendenti dal contesto, i social network sono stati considerati come la causa della riduzione dei contatti fisici e concreti, ad oggi invece, in quarantena, gli smartphone, i pc ed i tablet sono diventati lo strumento di connessione e fonte di relazioni sessuali. È così che si è iniziato a parlare della pratica del sexting, come sostituto al rapporto tradizionale e come antidoto, derivante dalle parole “sex” e “texting”, riguardante appunto l’invio di foto, testi ed immagini sessualmente esplicite attraverso internet. Il sesso virtuale consente di mantenere viva l’eccitazione, di conseguenza, tiene unite le coppie distanti, che vedono limitata la possibilità di raggiungersi, che non possono incontrarsi pur essendo nella stessa città o addirittura nello stesso quartiere. In alcuni casi, con lo stress e la preoccupazione per l’avvenire, si è andati incontro ad un calo della libido, ecco che il sexting è diventato la chiave per alimentare l’aspetto intimo e confidenziale, il mezzo per accrescere la sessualità e la sensualità. L’isolamento mette a dura prova l’equilibrio psicofisico ed emotivo della persona, così questa pratica, insieme all’autoerotismo, può fungere da ausilio; si va oltre l’aspetto corporeo, per raggiungere una dimensione quasi ludica, per evadere dalla pesantezza della vita quotidiana. La stimolazione attraverso le fantasie erotiche può aiutare a raggiungere il piacere, dunque, sempre in misura controllata e responsabile, il sesso online, così come l’uso funzionale di pornografia, possono risultare una risorsa utile per la carenza di stimoli, forniscono una gratificazione immediata ed aiutano a superare la paura. Per quanto riguarda la pornografia, nel periodo di quarantena, l’Italia è stato il Paese dove si è registrato il maggior incremento di interesse femminile, con una crescita del 36%, rispetto al 24% degli uomini. Secondo quanto riportato dal sito web Pornhub, in generale c’è stato un incremento delle visite di oltre il 50%, soprattutto durante le ore notturne, conseguenza della vita sedentaria e del disordine dei ritmi circadiani. A tal proposito, alcuni siti pornografici hanno proposto degli abbonamenti gratuiti. È stato costatato che il sexting oramai è una pratica che si sta facendo man mano strada anche tra le coppie più tradizionaliste, ne sono una prova i dati statistici, che riportano un incremento del 58% delle donne e del 47% degli uomini. Le app di dating, come Meetic o Badoo, hanno avuto un picco subito dopo il decreto #iorestoacasa ed un successivo calo con l’avanzare delle restrizioni e delle successive misure preventive. C’è stato un aumento del 30% di traffico dall’inizio di quarantena, soprattutto nel Nord Italia e, tra le tante più note, Tinder ha fornito anche delle precauzioni per la tutela della persona, creando una card precauzionale, che appare una volta fatto il “match”, vale a dire l’accoppiamento con un altro profilo. Il sesso virtuale però è importante che sia vissuto come sperimentazione e che non diventi un comportamento compulsivo. Il rischio è quello di sviluppare un’ossessione ed andare incontro ad una forma di new addiction, riconosciuta come cybersesso o internet addiction. Tra gli svantaggi a cui porta questa compulsività si osservano: alienazione; impoverimento e scomparsa del desiderio sessuale; aumento a volte ossessivo per alcune parti del corpo, derivato dall’eccessiva attenzione rivolta a tali parti sullo schermo; più tempo trascorso online, diminuzione delle ore di sonno e perdita di altri interessi; iniziale euforia ed emozioni negative a seguire, tra cui un forte senso di colpa ecc. Ciò a cui si potrebbe arrivare, senza la consapevolezza e responsabilità nel fare le cose, è un isolamento nell’isolamento.

Con il Covid-19 ed il cambiamento delle abitudini relazionali, si è posta l’attenzione sul sexting, ma è necessario dire che questa pratica esisteva già. Lo scambio di fantasie e pensieri sessuali non è un fenomeno nuovo, secondo quanto detto nella Ted conference del 2016 dalla sessuologa esperta Amy Adele Hasinoff, i primi mezzi per parlare di sesso furono le lettere d’amore, sostituite poi dalle polaroid e dalle telefonate, fino a giungere alla scoperta di internet, delle chat e dei social network.

Una sorta di riscossa della tecnologia che con la possibilità di essere vissuta come un gioco dona alle persone il modo di rivivere il piacere della vita. La pratica del sexting, come sostituto al rapporto tradizionale diventa l’antidoto per la paura di ammalarsi. Sexting, derivante dalle parole “sex” e “texting”, riguarda appunto l’invio di foto, testi ed immagini sessualmente esplicite attraverso internet che stimolano la mente.

Il sesso virtuale consente di mantenere viva l’eccitazione, di conseguenza, tiene unite le coppie distanti, e forse anche quelle vicine, che vedono limitata la possibilità di raggiungersi, fisicamente ma anche emotivamente, che non possono incontrarsi pur essendo nella stessa città o addirittura nello stesso quartiere, ma forse anche condividendo lo stesso letto che la pandemia ha trasformato in una specie di costrizione. In alcuni casi, con lo stress e la preoccupazione per l’avvenire, si è andati incontro ad un calo della libido, ecco che il sexting è diventato la chiave per alimentare l’aspetto intimo e confidenziale, il mezzo per accrescere la sessualità e la sensualità. L’isolamento mette a dura prova l’equilibrio psicofisico ed emotivo della persona, così questa pratica, insieme all’autoerotismo, può fungere da ausilio; si va oltre l’aspetto corporeo, per raggiungere una dimensione quasi ludica, per evadere dalla pesantezza della vita quotidiana. La stimolazione attraverso le fantasie erotiche può aiutare a raggiungere il piacere, dunque, sempre in misura controllata e responsabile, il sesso online, così come l’uso funzionale di pornografia, possono risultare una risorsa utile per la carenza di stimoli, forniscono una gratificazione immediata ed aiutano a superare la paura.

PORNOGRAFIA

Per quanto riguarda la pornografia, nel periodo di quarantena, l’Italia è stato il Paese dove si è registrato il maggior incremento di interesse femminile, con una crescita del 36%, rispetto al 24% degli uomini. Secondo quanto riportato dal sito web Pornhub, in generale c’è stato un incremento delle visite di oltre il 50%, soprattutto durante le ore notturne, conseguenza della vita sedentaria e del disordine dei ritmi circadiani. A tal proposito, alcuni siti pornografici hanno proposto degli abbonamenti gratuiti. È stato costatato che il sexting oramai è una pratica che si sta facendo man mano strada anche tra le coppie più tradizionaliste, ne sono una prova i dati statistici, che riportano un incremento del 58% delle donne e del 47% degli uomini. Le app di dating, come Meetic o Badoo, hanno avuto un picco subito dopo il decreto #iorestoacasa ed un successivo calo con l’avanzare delle restrizioni e delle successive misure preventive. C’è stato un aumento del 30% di traffico dall’inizio di quarantena, soprattutto nel Nord Italia e, tra le tante più note, Tinder ha fornito anche delle precauzioni per la tutela della persona, creando una card precauzionale, che appare una volta fatto il “match”, vale a dire l’accoppiamento con un altro profilo. Il sesso virtuale però è importante che sia vissuto come sperimentazione e che non diventi un comportamento compulsivo. Il rischio è quello di sviluppare un’ossessione ed andare incontro ad una forma di new addiction, riconosciuta come cybersesso o internet addiction. Tra gli svantaggi a cui porta questa compulsività si osservano: alienazione; impoverimento e scomparsa del desiderio sessuale; aumento a volte ossessivo per alcune parti del corpo, derivato dall’eccessiva attenzione rivolta a tali parti sullo schermo; più tempo trascorso online, diminuzione delle ore di sonno e perdita di altri interessi; iniziale euforia ed emozioni negative a seguire, tra cui un forte senso di colpa ecc. Ciò a cui si potrebbe arrivare, senza la consapevolezza e responsabilità nel fare le cose, è un isolamento nell’isolamento.

L’AFFETTIVITA’ E LA SESSUALITA’ NEI GIOVANI.

Il sexting, utilizzato come strumento di sperimentazione, educazione o distrazione, quindi, non è una novità, soprattutto tra i giovani adulti o tra gli adolescenti e la pandemia si presenta come un’occasione per sdoganare i tabù intorno a questa pratica, che è divenuta l’elemento vicario della sessualità al giorno d’oggi. Da diverso tempo ormai internet rappresenta lo strumento di supporto, che aiuta i ragazzi ad esplorare la sessualità; parlare con un genitore o un adulto di sesso per la prima volta spesso causa imbarazzo, vergogna e disagio, per questo le chat, i social e le condivisioni sembrano diventare la scelta più consona. È possibile leggere sul web e ricavare info su come avere un rapporto sicuro oppure è possibile osservare un filmato pornografico, per ben capire come funziona una determinata pratica sessuale. Inoltre, i social network e le nuove forme di comunicazione hanno modificato il modo in cui i ragazzi del terzo millennio vivono i rapporti sentimentali; lo sguardo posato sullo smartphone preclude ogni possibilità dell'adolescente medio di un reale contatto con l’altro, spingendo sempre più la relazione verso lo “schermo”. I gesti, gli sguardi e gli altri segnali del corpo passano in secondo piano, l’attrazione ed il piacere vengono sperimentati attraverso la chat ed i messaggi diventano l’unico filo conduttore. Si dovrebbe abbandonare l’idea stereotipata dell’ingenuità o dell’innocenza adolescenziale, che riguarda ancor’oggi molti genitori, poiché è proprio questo il periodo delle prime cotte, delle attrazioni, delle prime occasioni e dunque il periodo di vera e propria sperimentazione sessuale. In questi ultimi anni, già prima della pandemia e del distanziamento forzato, c’è stato un incremento di sessualità mediatica ed un aumento del piacere digitale, con la crescita continua dell’utilizzo di app di dating. Dunque, scambiarsi foto e video hot non è una novità, nasce come “gioco erotico” tra ragazzi, come strumento per condividere le proprie fantasie e per affermare il proprio essere ed inizia già a partire dalle scuole medie. Sono coinvolti giovani tra i 12 ed i 18 anni e, secondo quanto riportato nello studio condotto da Pepita Onlus, dove è stato chiesto il perché dell’invio di materiale sessualmente esplicito, la motivazione principale è il senso di affermazione, di libera espressione. Solo ultimamente, con il cambiamento portato dal virus e con il conseguente riadattamento delle abitudini personali, si sta facendo avanti l’idea che esiste questo mondo, fino ad oggi sommerso, legato ad una sessualità quasi sconosciuta per molti. Il sesso virtuale avrebbe zero controindicazioni se non per il fatto che coinvolge fasce di ragazzi sempre più giovani e, di conseguenza, più ingenui, che non hanno piena consapevolezza di quanto possa essere allettante ed al tempo stesso pericolosa questa pratica. In altre parole, il sexting non dovrebbe creare allarmismo e panico morale, ma dovrebbe essere vissuto come una forma di libera espressione, di condivisione, sempre però con consapevolezza e senso di responsabilità. Il rischio a cui si va incontro è quello di sviluppare un atteggiamento compulsivo, dato dall’uso eccessivo di materiale pornografico, o peggio, di trovare le proprie foto di nudi sul web, senza mai aver dato il permesso all’altra persona di farlo.

IL REVENGE PORN.

Purtroppo, a volte, del sexting ne viene fatto un uso deplorevole. Fare sesso online vuol dire affidarsi a chi si trova dall’altra parte dello schermo,il quale, o la quale, potrebbe vestire i panni di un fidanzato/a, di un “amico/a” o, spesso, di uno sconosciuto/a. Inviare foto o video potrebbe rivelarsi pericoloso, poiché spesso la dignità e la privacy della persona non vengono rispettate e le immagini vengono divulgate, sotto ricatto o per vendetta. Il revenge porn è una forma di violenza che riguarda la condivisione di materiale sessualmente esplicito, senza il consenso di chi viene immortalato nelle foto o nei video. La pubblicazione avviene solitamente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta, per divertimento, per vendetta o ritorsione, e le foto sono accompagnate da descrizioni, nomi o collegamenti a profili sulla rete, indirizzi o postazioni di lavoro. Coloro che mettono in atto il revenge porn possono essere accusati, a seconda dei casi, di molestia, violazione della privacy, diffamazione ed istigazione al suicidio, proprio perché è stato riscontrato che le conseguenze sono devastanti e non meno importanti della violenza fisica e carnale. Dal 2016, in Italia il reato è punibile, secondo l’articolo 612-ter, con una reclusione da uno a 6 anni e con una multa che va da 5.000 a 15.000 euro, essendo la porno-vendetta un vero e proprio abuso basato sull’immagine. Inoltre, dal Luglio 2019, la legge 69, riguardante maltrattamenti e violenza di genere, denominata “Codice rosso”, ha apportato cambiamenti al codice penale, introducendo novità anche sulla diffusione illecita di materiale. Secondo quanto riportato nell’inchiesta di Wired, il più grande social italiano di revenge porn e pedopornografia è Telegram, un sistema di messaggistica simile a Whatsapp, dove si possono creare dei gruppi su cui scambiare materiale pornografico in totale anonimato. Sono stati scoperti gruppi contenenti foto, anche di minori, e correlati commenti osceni; c’è chi vende le foto delle sorelle, chi delle fidanzate oppure delle ex, in cambio di soldi o favori. In seguito alle segnalazioni e grazie al contributo di diverse associazioni o campagne online, come Stop Child Abuse, sono stati molti i gruppi cancellati, composti dai 50.000 ai 100.000 utenti, ma nel giro di pochi giorni e con estrema facilità, si sono riformati e sono tornati alle dimensioni originali, attraverso le numerose partnership. Dunque, per il casual sex i giovani devono essere sempre più responsabili e devono tutelare la loro privacy.

EDUCARE ALLA SESSUALITA’.

Questo particolare momento di cambiamento e di scoperta, quindi, potrebbe essere un importante terreno fertile per sconfinare i tabù legati alla sfera sessuale. Dovrebbe essere messo in atto un intervento psico-educativo, dagli psicologi, dagli educatori e dalle altre figure professionali del settore, al fine di promuovere la conoscenza, la sensibilizzazione e la prevenzione, attraverso progetti, film o libri, come per esempio “Sexting o amore? Educare ai sentimenti nell’era dei social network” (2019) di Bilotto e Casadei. Ad oggi, è necessario avanzare una riflessione profonda per approcciarsi al meglio alla sessualità, per poter capire le dinamiche entro cui si sviluppa e per fornire una sana informazione al passo con i tempi, svincolata da restrizioni sociali e adattata al contesto di sperimentazione virtuale. La mancata relazione fisica e corporea può esser vista come un punto di svolta positivo, poiché è questo il momento in cui si può riscoprire la bellezza attraverso il contatto visivo, si possono esplorare le sensazioni più intense e si può sviluppare un’intimità più emotiva. In altre epoche le pandemie sono state affrontate senza le app, dunque il social è oggi una risorsa fondamentale nelle nostre mani e tutto sta nell’imparare ad usarlo con cautela e responsabilità. Diviene necessaria la consulenza online, mirata a promuovere una cultura del cambiamento per minimizzare la pericolosità dell’esperienza imprevista e surreale che si sta vivendo; una consulenza finalizzata all’educazione della “nuova” sessualità e delle relazioni digitali, finalizzata all’insegnamento dell’uso della tecnologia come beneficio e non come arma di distruzione.

A cura della Tirocinante Gina Ragusa - Tutor Dott.ssa Floriana De Michele

Bibliografia

• “Sexting o amore? Educare ai sentimenti nell’era dei social network”, 2019, Bilotto A e Casadei I., La Meridiana edizioni, ISBN 9788861536906.

• “Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico”, 2015, Quattrini F., Giunti Editore, ISBN 8809803329.



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Sitografia

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https://www.aisps.net/coronavirus-quarantena-rischio-internet-porno-dipendenza

https://www.tedxmilehigh.com/make-believe-with-amy-adele-hasinoff


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