La cura dello psicologo, dello psichiatra e degli operatori di salute mentale . Farmacologia e Psicoterapia a confronto.

Gli operatori che si occupano di salute mentale in Italia, sono diversi e di diversa estrazione scientifico culturale. I disturbi mentali generalmente sono oggetto di cura, a vario titolo, da parte degli psichiatri, degli psicologi, dei medici generici, neurologi, infermieri, professionisti della riabilitazione psichiatrica, educatori, ergoterapeuti, assistenti sociali, e, talvolta, anche da rappresentanti di organizzazioni religiose (questo è più diffuso in paesi stranieri) e dai cosiddetti guaritori tradizionali.

Bisogna subito dire che la pratica di guaritori tradizionali è ormai quasi scomparsa e rimane in alcune zone dell’appennino parmense

(https://www.researchgate.net/publication/240876321_MEDICINA_TRADIZIONALE_E_GUARITORI_NELL'APPENNINO_PARMENSE) e spesso è stata confusa con la magia ed è una pratica spesso illogica e basata su credenze popolari (https://www.jstor.org/stable/1479539?seq=1#page_scan_tab_contents).

L’ergoterapia, o terapia occupazionale, invece, è un approccio terapeutico consistente nel trattamento del soggetto teso a mantenere le capacità attuali nella vita lavorativa , o a recuperare e a sviluppare nuove capacità, utilizzando a questo scopo, varie attività compreso il gioco, considerando le disabilità cognitive (temporanee o permanenti) del soggetto sottoposto a questa terapia. Chi si occupa di questa terapia è un laureato abilitato a questo lavoro, prevalentemente di prevenzione ed il trattamento sicuramente non può essere unico, ma il professionista che lo pratica dovrà inserirsi in un lavoro di equipe con altri operatori della salute mentale quali neuropsicomotricista,fisioterapista,logopedista,infermiere, assistente sociale, psicologo,medico. Nella maggioranza dei casi della cultura e tradizione italiana, si può dire che un medico rappresenti il punto di riferimento per la diagnosi e per indirizzare le cure nei casi dei disturbi mentali e per individuare precocemente i disturbi dovuti alle dipendenze (dal tabacco, dall’alcol, dalle droghe) realizzando così un sistema di gestione essenzialmente centralizzato delle salute mentale. L’introduzione di una decentralizzazione nella cura potrebbe portare ad alcune conflittualità tra le figure professionali che si occupano di salute mentale dovute ad un sistema sanitario organizzato verticalmente in cui potrebbe mancare la pari dignità delle professioni che collaborano dimenticando che al centro della cura c’è il paziente e la sua famiglia

Si può affermare che, attualmente, la cura dei disordini mentali e del comportamento è soggetta ad un approccio integrato tra farmacoterapia (praticata da un medico psichiatra), psicoterapia (praticata da uno psicologo psicoterapeuta) e riabilitazione psicosociale (praticata da uno psicologo e dall’ergoterapeuta). I gradi con cui ciascun approccio viene messo in atto deve dipendere dalla diagnosi, dall’età, dallo stadio del disturbo mentale e l’intervento terapeutico non deve eccedere nel dosaggio, in proporzione alla gravità del disordine, e per una durata strettamente necessaria al ristabilirsi delle condizioni di normalità e di inserimento nella normale vita del paziente.

Questo sottintende che, in funzione della guaribilità del paziente, il trattamento venga monitorato e verificato attentamente per tutto il suo corso sin dall’inizio e che i condizionamenti che creano patologia e dipendenza vengano progressivamente attenuati e terminati, a meno di condizioni di cronicità, caso in cui la cura dovrà proseguire probabilmente per tutto l’arco vitale del paziente.



Farmacoterapia

Molti dei comuni psicofarmaci sono stati utilizzati, per la prima volta, meno di un secolo fa e cioè intorno alla metà del XX secolo, circa qualche decennio dopo la scoperta da parte di Freud dell’inconscio e della psicoanalisi, e certo hanno sconvolto non poco il mondo della salute mentale.

I farmaci esistenti tendono alla remissione dei sintomi e non mirano la causa della malattia (l’effetto e non tanto la malattia in se stessa). I farmaci possono essere classificati in quattro categorie principali a seconda del disturbo che curano: 1) antipsicotici 2) antidepressivi 3) antiepilettici 4) ansiolitici. Poi ci sono farmaci specifici che possono curare le dipendenze (da alcol, droga, ecc.) che servono a prevenire che si ricada nella dipendenza e quindi presuppongono una forte motivazione e partecipazione mentale da parte del paziente, che, quindi, deve essere in qualche modo in grado di gestire le proprie emozioni e sensazioni per cui è necessario un percorso psicoterapeutico.


Psicoterapia

A differenza della farmacoterapia, la psicoterapia non utilizza sostanze biochimiche nella cura dei disordini mentali, ma esclusivamente mezzi psicologi, per modificare il comportamento e l’umore.

L’approccio dello psicoterapeuta è conseguente all’indirizzo teorico formativo, per cui vi sono diversi indirizzi psicoterapeutici: terapia psicodinamica e terapia interpersonale, terapia comportamentale, terapia cognitiva, tecniche di rilassamento e tecniche di terapia supportive (counseling).

La terapia psicodinamica che si basa sul postulato teorico freudiano per cui il comportamento appare determinato da pulsioni e dall’inconscio e si considera il metodo analitico basato sull’attività interpretativa del transfert e controtransfert, all’interno della relazione terapeutica. Inoltre, come scrive Nicola Lalli, la metapsicologia analitica, per l’osservazione del comportamento umano utilizza punti di vista particolari: “economico” per osservare la distribuzione delle energie nell’apparato psichico; “dinamico” per osservare il gioco delle forze pulsionali e le dinamiche tra le distinte componenti dell’apparato psichico; “topico” per osservare la relazione tra dimensioni consce e inconsce;“genetico”per l’osservazione dei fenomeni psichici in termini di sviluppo.

La terapia interpersonale che si concentra sul presente del paziente, piuttosto che sul passato, derivando da un modello incentrato su quattro problemi comuni: Dolore, Dispute dei ruoli interpersonali, Transizione di ruolo e Deficit interpersonali, e risulta una psicoterapia di breve durata (4 o 5 mesi).

La terapia di sostegno, basata sulla relazione medico-paziente, è una forma molto semplice di psicoterapia, nella quale si utilizzano incoraggiamenti, spiegazioni, abreazioni (scarica di antichi traumi dell’inconscio), consigli, suggerimenti e insegnamento.

La Terapia Comportamentale: è stata la prima forma di psicoterapia sperimentata e verificata e che osserva il “comportamento” del paziente in riferimento ad un ambiente, che è la fonte dei suoi problemi e disordini. Spesso la si applica assieme ad interventi cognitivo-comportamentali che si basano su esercizi di comportamento di tipo differente che sono: l’esposizione, l’autoistruzione, il rilassamento e la perdita del controllo, lo stop del pensiero. Infine vi sono tecniche di rilassamento, come il training autogeno, lo Yoga, la meditazione, per ottenere rilassamento muscolare e ridurre l’ansia, flooding, diversione dell’attenzione, de-condizionamento e condizionamento.


Farmacoterapia o Psicoterapia ? Quale è il costo di una psicoterapia ?


Spesso si ricorre alla cura dei farmaci quando si hanno dei problemi imminenti di salute mentale, trascurando di focalizzare bene il problema. A cosa serve mitigare gli effetti di un disturbo se la causa permane? Il farmaco non può guarire il nostro disordine mentale. Inoltre la probabilità di recidiva è altissima, perché non avremo cambiato nulla del nostro comportamento. La psicoterapia, il faccia a faccia con un buon psicologo, attraverso l’autosservazione e l’analisi dei propri comportamenti e della propria interiorità, permette di risolvere problemi ambientali nonché l’ansia e lo stress che ne derivano. Permette ai pazienti di affrontare crisi depressive e attacchi di panico e trattare efficacemente fobie, dipendenze da alcol, droga, tabacco, per la psicosi, i deliri, le allucinazioni.

Sono stati fatti degli studi sull’efficacia dei costi affrontati per una psicoterapia e sono stati molto incoraggianti, in quanto è emerso chiaramente che il paziente che partecipa alla cura ed osserva il trattamento è più soddisfatto e ciò contribuisce a ridurre i tassi di recidive, di ospedalizzazione e di disoccupazione. L’extra-costo dei trattamenti psicologici è compensato dal fatto che è meno necessario ricorrere ad altri servizi di sanità (The World Health Report 2001: Mental Health: New Understanding, New Hope).


Citazione : La persona cinica è colei che conosce il prezzo di ogni cosa ma il valore di nessuna (Oscar Wilde)





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