Famiglia, Scuola, Educazione dei Giovani : Consultorio di Civitella Roveto (Ottobre 2013)

Un’educazione salutare è frutto di una buona collaborazione tra le istituzioni deputate a questa funzione, per cui l’esigenza di creare un’occasione di incontro e di discussione tra le famiglie e la scuola, che sono i principali attori nell’azione educativa dei giovani, rimane un obiettivo permanente nell’attività del Consultorio Familiare, che si attiva soprattutto nell’offerta di Corsi di Educazione Affettivo-Sessuale dei giovani in età puberale (terze medie scuola dell’obbligo).

Il Consultorio Familiare di Civitella Roveto

Il Consultorio è una realtà sanitaria neutra rispetto ai temi educativi; in questa occasione ha la funzione di stimolare la riflessione sulla necessità della collaborazione tra le istituzioni presenti riguardo la collaborazione nell’educazione dei giovani , attraverso un’analisi delle funzioni educative familiari e scolastiche.

Tipologia di Servizio

Il C. F. di Civitella Roveto è un Servizio territoriale della ASL n.1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, strutturato come Unità Operativa Semplice Distrettuale Area Marsica ha compiti di prevenzione e promozione della salute. Le aree d’ intervento sono: la sessualità, la paternità e maternità responsabili, la tutela della salute della madre e del bambino. Viene posta particolare attenzione alle relazioni di coppia e familiari e alle problematiche giovanili.

Modalità di accesso

Il servizio è rivolto a singoli, giovani e adulti, coppie ,famiglie e comunità del territorio della Valle Roveto. Il servizio è gratuito e non occorre impegnativa, nè prenotazione prezzo il CUP ma telefonicamene al n. 0863 979051.

Tutti gli operatori possono essere contattati direttamente per la richiesta di consulenza telefonando al n.0863 979051

Il ruolo della Famiglia

I Genitori sono i principali responsabili della salute del bambino, del suo stato di benessere fisico, psicologico e sociale.

L’educazione è lo strumento attraverso il quale lo stato di benessere si realizza, poiché trasmette uno stile di vita che sarà proprio per tutto il corso della vita.

L’atteggiamento costruttivo del genitore si manifesta attraverso l’attenzione selettiva ai bisogni di sviluppo del bambino e del ragazzo. Quando ciò non avviene si trasmette uno stile di vita “maleducato” che può facilmente trasformarsi in un atteggiamento “ maltrattante” verso i minori

Azioni educative efficaci

: dal Progetto “Girasole” Ospedale” Bambin Gesù” Roma

I minori non sono strumento di soddisfazione dei bisogni dell’adulto

Va contrastato, comunque, un certo puerocentrismo praticato in alcune famiglie, che si limita a moltiplicare le attenzioni materiali e consumistiche nei confronti dei bambini, oppure sul piano educativo fa fatica a trasmettere ai soggetti in età evolutiva il senso dei limiti e delle regole.

Prestare attenzione ai bisogni di natura affettiva

Prendersi adeguata cura del bambino pulendolo,vestendolo,nutrendolo adeguatamente

Prestare attenzione alle necessità mediche

Prestare attenzione ai bisogni di socializzazione del bambino

Dare attenzione e ascolto

Non pretendere che il bambino si conformi ai nostri desideri

Non eludere la scuola e trascurare le necessità di istruzione

Non lasciare il bambino senza sorveglianza

Non picchiare e fare male al bambino

Non mortificare l’autostima del bambino

Non deridere inutilmente il bambino

Non maltrattarlo con le parole

Non influenzarlo con comportamenti negativi

Non toccare il bambino nelle zone intime, all’infuori dell’educazione all’igiene personale e per motivi di salute

Non forzare il bambino a toccare l’adulto

Non esporre il bambino ad atti o giornali o visioni pornografiche

Ruolo della Scuola

ART.3 della Convenzione Internazionale sui Diritti all’infanzia approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU afferma:

“ in tutte le decisioni riguardanti i bambini che scaturiscano da istituzioni di assistenza sociale,private,pubbliche,autorità amministrative o organi legislativi, l’interesse prevalente del bambino deve costituire oggetto di primaria considerazione “ . Questo principio vale anche per la scuola: un bambino che sta bene è un bambino in grado di vivere adeguatamente tutte le situazioni, in primo luogo la situazione scolastica

Competenza degli Insegnanti

: da “Maltrattamento invisibile” di C. Foti et altri

L’assertività educativa,l’autorevolezza e la coerenza nella trasmissione delle regole

La capacità di stimolare negli allievi la messa in parola e la discussione dei sentimenti circolanti nella relazione educativa

La capacità di decodifica dei segnali di sofferenza degli allievi

La competenza nell’applicare tecniche didattico-pedagogiche

L’impegno di approfondimento e di verifica degli strumenti didattico-pedagogici

La capacità di rilevare i propri errori ( abuso di autorità, unilateralità o incongruità delle richieste, atteggiamento di squalifica, svalutazione, indifferenza, freddezza, sarcasmo..)

La capacità di accogliere e di potenziare la vitalità e la creatività degli allievi


Chiamami: 3391249564

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