Borderline: riconoscerli, conviverci, curarli

Il disturbo borderline di personalità è molto invalidante poiché coinvolge la sfera personale e relazionale di chi ne è affetto. Ne soffre il 2% della popolazione e affligge soprattutto giovani donne, con conseguenze devastanti sulla loro vita.

Il caso

Giovane donna, figlia unica che manifesta crisi spaventose di violenza: distrugge le cose e ha condotte autolesive. Non ha mai tentato il suicidio. Chiaramente non riesce a realizzarsi e litiga continuamente con i genitori anche per delle sciocchezze.

Il disturbo borderline: un nemico sottovalutato

Come altre patologie che coinvolgono il comportamento del paziente, come nel caso dell'ADHD, spesso il disturbo borderline non viene diagnosticato. I genitori pensano che il figlio attraversi una fase di ribellione dato che l'insorgenza della patologia coincide col periodo adolescenziale. Così i sintomi vengono trascurati e il decorso della patologia va avanti indisturbato.

I soggetti borderline hanno un rapporto estremamente conflittuale con gli altri e in particolare con le figure di attaccamento. Temono più di tutto l'abbandono e vivono il minimo segno di distrazione del genitore come totale disinteresse nei loro confronti. Il loro mondo non ha sfumature, così passano dall'amore incondizionato e idealizzante all'odio cieco con improvvisi ed esagerati scatti d'ira.

Queste tensioni continue causano frustrazione e disaffezione nel genitore, che non riesce in nessun modo a relazionarsi con il figlio che dimostra di odiarlo. Il figlio si sente così abbandonato e questa sensazione non farà che alimentare la sua insicurezza e il senso di solitudine e rifiuto, in un circolo vizioso che si autoalimenta a ogni discussione.

Il genitore comincerà anche ad agire in virtù dei sensi di colpa, convinto di non essere stato in grado di formare adeguatamente il figlio.

I criteri del DSM 5

La quinta edizione del manuale diagnostico e statistico realizzato dalla American Psychiatric Association riporta i seguenti criteri per la diagnosi di disturbo borderline di personalità, che descrive come "una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

  • sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono.
    Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

  • un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.
  • alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili.
  • impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate).
    Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

  • ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.
  • instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni).
  • sentimenti cronici di vuoto.
  • rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici).
  • ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress."

Convivere con il disturbo

Instabilità è dunque la parola chiave, che si riferisca all'immagine che il soggetto ha di sé o al giudizio spesso spietato sugli altri.

Il loro metro di giudizio è infatti di tipo tutto o nulla: il mondo è diviso in buoni e cattivi, senza sfumature di grigio o attribuzioni situazionali. Se una persona si dimostra poco disponibile nei loro confronti è automaticamente etichettata come mostro senza possibilità di appello.

Si legano a filo doppio ad alcune persone che si comportano bene con loro, motivo per cui a volte il borderline viene scambiato per dipendente, ma sono pronti a precipitarle nel più profondo degli inferi alla prima critica o al primo "no".

Tutto questo ovviamente non consente loro di avere delle relazioni stabili e durature. Meno ovvio è l'effetto che ha sulla loro percezione del mondo. I borderline sono terrorizzati e percepiscono il mondo come un pericoloso, fino a sfiorare il delirio persecutorio o paranoide.

Il trattamento

Per via delle tipiche caratteristiche relazionali la terapia per il disturbo borderline prevede il coinvolgimento della famiglia. Il genitore deve imparare a comportarsi in maniera da rompere il circolo vizioso.

L'intervento può essere di diverso tipo, ma di solito prevede sia sessioni di terapia individuale che di gruppo.

Recentemente questo disturbo è stato posto sotto ai riflettori della ricerca. È emerso come alcuni tipi di terapia sviluppati su misura siano più efficaci rispetto alle terapie tradizionali.

Conclusioni

Il disturbo borderline di personalità è un disturbo molto diffuso con insorgenza nell'adolescenza. Proprio per la sua comparsa precoce ha effetti devastanti sulla vita del paziente.

Se ti riconosci in almeno cinque dei criteri diagnostici non esitare a contattare la dottoressa De Michele attraverso l'apposito form nella pagina dei contatti.

Se tuo figlio o tua figlia presentano alcuni di questi sintomi non sottovalutarli: il consulto con uno specialista serve anche a chiarire eventuali dubbi. Il terapeuta si occupa anche di discriminare efficacemente fra normalità e patologia. Contatta la dottoressa per un consulto.


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