mondo senza altre persone?

Cosa sarebbe il mondo senza altre persone?

Cosa sarebbe il mondo senza altre persone?

Sembra scontato vivere tra le altre persone e, mondo senza altre persone. sicuramente, sarebbe molto noioso ed opprimente un mondo senza nessuno con cui parlare, confrontarsi e capirsi.

Non è importante se siamo dei tipi solitari oppure di compagnia: quello che conta veramente è la qualità della rete comunicativa e relazionale in cui siamo quotidianamente immersi.

L’idea che abbiamo di noi stessi è una costruzione molto complessa, della quale non siamo nemmeno pienamente consapevoli. Possiamo sentirci eccellenti in un’attività, “mezze cartucce” in un’altra o totalmente “imbranati” e fuori posto in un’altra ancora. Queste sensazioni interiori dipendono dalle esperienze di vita che abbiamo vissuto, da come sentiamo che gli altri ci considerano e dalla percezione che abbiamo delle nostre capacità.

In base al modo in cui ci sentiamo e al valore che ci diamo possiamo rappresentarci agli altri attraverso la comunicazione dei nostri contenuti personali che deriviamo dalla famiglia, dall’ambiente in cui siamo inseriti, dove tutto ha un significato: il paese o la città, il mare o la montagna, il clima, il tipo di società e i valori da essa condivisi.

Per comunicare non è sufficiente “parlare“. Le parole, anzi, possono essere usate anche come barriere ed, a volte, parlare non è nemmeno necessario. Esiste anche un linguaggio non verbale, che è particolarmente importante, fatto di gesti, espressioni, toni di voce.

 Comunicare, dunque, significa innanzitutto essere disponibili a mettersi nei panni dell’altra persona, che ha il nostro stesso bisogno di essere compresa ed ascoltata, e a volte anche rispettata nel suo silenzio.  Capire l’altro non è così semplice ed immediato.

Cos’è allora che permette la  comprensione tra gli esseri umani?

La capacità personale di “mettersi nei panni” degli altri, di calarsi nella loro realtà per viverla così come la vivrebbero loro con gli stessi pensieri e sentimenti, le stesse emozioni è ciò che crea il “pathos” della relazione umana e in qualche modo ci rende tutti un po’ Psicologi.

 La Psicologia descrive questa situazione con il termine di empatia che è un’importante competenza emotiva, grazie alla quale è possibile entrare più facilmente in sintonia con la persona con la quale si interagisce. Nelle relazioni interpersonali, l’empatia diventa così la principale “chiave di accesso” ai sentimenti, agli stati d’animo, alle motivazioni e più in generale al mondo dell’altro.

Un amico che si confida, una mamma che parla al figlio, un insegnante che trasmette le sue conoscenze agli alunni, un venditore che propone un prodotto ad un cliente, un impiegato che lavora a contatto con il pubblico, sono tutti esempi in cui l’empatia si rivela una competenza indispensabile e preziosa affinchè le relazioni descritte vadano a buon fine e non si creino situazioni conflittuali e di disagio tra le persone.

L’empatia è, perciò, una dote squisitamente umana che facilita tutti i rapporti interpersonali e permette la formazione dei gruppi di persone e tutte le organizzazioni sociali ed istituzionali.

Tutti siamo capaci di comprendere i nostri simili, ma non sempre siamo in grado di sapere come facciamo e troppe volte accade che non ci riusciamo proprio, perché non abbiamo consapevolezza di questa nostra attitudine e perciò dovremmo avere l’opportunità di svilupparla tutti indistintamente per vivere meglio e più serenamente.

Floriana De Michele

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